CINICA OPPOSIZIONE DI UN CONSIGLIERE DEL PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA
26 GIUGNO 2019 – La salamandra avrebbe bisogno di un tubo; magari, se ci troviamo, anche di tre. Servirebbero a passare sotto la strada che attraversa il suo ambiente nel Parco Nazionale d’Abruzzo. Tutti e tre costerebbero 16.000,00 euro. Pare che non si opponga il rospo, che di sottopassaggi ha un intreccio in Germania, Austria e Regno Unito e che volentieri vedrebbe scavare sotto le strade dove per solito, alle prime piogge d’estate, viene spiaccicato . “Ma anche in Kenya e nello Sri Lanka, dove certo le buche nelle strade ed i problemi delle popolazioni locali non mancano, recinzioni ed ecodotti vengono istallati lungo le strade in accordo con le civili popolazioni locali” fanno presente Stefano Orlandini, presidente di “Salviamo l’Orso Onlus” e Massimo Pellegrini, presidente della “Stazione ornitologia abruzzese onlus”, quando vengono a sapere che il sindaco di Gamberale, Maurizio Bucci, che è anche membro del Consiglio direttivo del Parco nazionale della Majella, non ha voluto costruire questi ecodotti, proprio lui, “il sindaco che ha speso circa €700.000,00 di fondi pubblici (ovviamente…) destinati ad una piccola seggiovia per la quale sulle Alpi svizzere o austriache a quella risibile quota non verrebbe speso alcun finanziamento pubblico per ovvi motivi legati ai noti cambiamenti climatici”. Orlandini e Pallegrini vogliono salvare la salamandra; salvarla innanzitutto dalla definizione che ne dà il sindaco di Gamberale, che scrive di “rettile”, quando la salamandra è un anfibio (beh, come consigliere di un Parco nazionale dovrebbe studiare di più, questo Maurizio Bucci; magari non hanno del tutto torto i presidenti delle Onlus).
Noi siamo per gli ecodotti, che non sono soltanto Orlandini e Pellegrini in quanto dotti di cose ecologiche, ma sono anche i condotti per tutelare l’ecologia, cioè questi tubi da 16.000,00 euro nei quali vedremmo passare volentieri rettili e anfibi, cioè lucertole e salamandre, ma anche scoiattoli e topi, faine e fagiani, per non vederli in queste notti d’estate spremuti sull’asfalto mentre cercano cibo o vanno ad un appuntamento d’amore.
Se fosse per noi, realizzeremmo metropolitane ecologiche per i collegamenti rapidi e sicuri anche del cervo, dell’ orso e del lupo, che amiamo sopra ogni altro animale perché non fa cerimonie e va subito al sodo. Si dirà, come dice Bucci, che questi tunnel sono costosi e non realizzano le condizioni per un contatto degli animali con il verde. Ma nell’epoca della proposta di costruire una decina di tunnel, dei quali uno più lungo di quello del Gran Sasso, tra Bussi e Popoli per strappare la autostrada A25 alla Valle Peligna, come si può bocciare un sistema di ecodotti?
Se viviamo negli anni del “tunnel è bello”, possiamo impedire a Toto e a “Strada dei Parchi” (guarda un po’ che nome adatto) di azionare le sue potenti talpe (guarda un po’ che coincidenza), magari in miniatura, una talpa dei Lego, per divertirsi e divertirci un po’, con il sorriso ammiccante della salamandra ?






