Ora non si può non votare

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ALTRO CHE TIEPIDI RICORSI AL TAR, OCCORRE IMPEDIRE L’ELEZIONE DI CHI HA DEVASTATO LA VALLE PELIGNA

26 GENNAIO 2018 – Sarà un ingombro per la campagna elettorale la manifestazione di tutti i comitati per l’ambiente e di “AltreMenti” prevista per il 3 febbraio a Sulmona. Sarà un interrogatorio a distanza verso Luciano D’Alfonso, Andrea Gerosolimo, Paola Pelino, Federica Chiavaroli per la loro responsabilità sulla ormai imminente attuazione del folle progetto della centrale SNAM e del metanodotto. Senza trasferte ridicole a Palazzo Chigi con i sindaci che mettono e tolgono la fascia tricolore, esattamente trenta giorni prima delle elezioni una maggioranza compatta di sulmonesi, diversa da quella che chiede continue controprestazioni alla politica e per questo si assoggetta per una presidenza in uno dei tanti enti comprensoriali (o un posto di usciere, che è la stessa cosa in quanto a dignità), dirà a questi personaggi, protagonisti della svendita del territorio, quello che dovranno aspettarsi dalle urne.

Una replica del grande corteo nel marzo 2010 potrebbe avere un effetto detonante, che coaguli la protesta dei sulmonesi, ma anche dei pratolani, dei pacentrani, dei corfiniesi: tutti dovranno respirare l’aria incapsulata nella Valle Peligna (le due foto di poco più di una settimana fa sono la tangibile prova del ristagno) come hanno respirato quella che proveniva da Bussi, pare con effetti devastanti sulle statistiche dei tumori dagli anni Sessanta agli anni Novanta.

Sulmona vive in queste settimane il grande momento di maturità, che dovrebbe consentirle di evitare le proteste purtroppo sterili come quella della “rivolta borghese” del 1957 o le arlecchinate della missioni di sindaci a Palazzo Chigi di un mese fa. Al centro di un territorio dilaniato dalle iniziative di Luciano D’Alfonso per l’autostrada, l’ospedale, la ferrovia, sorrette dall’assessore regionale Andrea Gerosolimo che cerca di tradurre in manovre di potere il suo inconcepibile silenzio, Sulmona deve serenamente tradurre in espressione di voto la sua protesta.

L’astensionismo delittuoso

In nessuna parte dell’Abruzzo, come qui, i richiami all’astensionismo sono decisamente delittuosi: chi non vota contribuisce ad accrescere il seguito e l’incidenza di D’Alfonso, Gerosolimo, Chiavaroli, che hanno ridotto la Valle Peligna ad una pattumiera, dopo averla privata di servizi essenziali. Occorre votare per le forze che si pongono in alternativa a questo decadimento e alle connivenze che proprio questi personaggi (dei quali probabilmente si ricorderà tra dieci o venti anni la totale incapacità di esprimere un pensiero, prima ancora che una strategia politica).

Un collegio elettorale libero dalla morsa aquilana

E i sulmonesi hanno oggi una scusa in meno per sottrarsi al voto: voteranno nel nuovo collegio che li proietta verso la Val Pescara, potranno scardinare le relazioni pericolose che finora li hanno sotterrati nelle logiche di predominio espresse dalla aquilana Stefania Pezzopane (quella che vedeva i problemi della Finmek solo quando stavano per far chiudere lo stabilimento Finmek dell’Aquila, mentre quello di Sulmona già stava sul binario morto…; quella che negli ultimi quattro anni si è data ad interessi un po’ diversi dalla politica, lasciando che la Valle Peligna, che inopportunamente l’aveva eletta, piombasse tra rifiuti speciali, tossici e indifferenziati, bruciata da un incendio spento solo dalla pioggia dopo tre settimane e che avrebbe dovuto far vergognare senatrice, presidente della regione e prefetto).

Ora si tratta di votare altre persone ed evitare certamente di votare PD, Forza Italia, civismi vari. Forse sarà poco, come potrebbe sembrare piccola questa manifestazione contro la centrale Snam di sabato 3 febbraio. Ma è sempre meglio di un ricorso al TAR, che ha tanto il sapore di una deviazione dalla politica. Una nuova rivolta borghese, calcolata e finalizzata su valori concreti, potrebbe far venire sempre il sospetto a lor signori che davvero le ruspe dovranno passare sui diritti del centro-Abruzzo prima di costruire centrali Snam, portare i fanghi velenosi del porto di Pescara, abbattere i viadotti della A25 e costruire bretelle nate per deviare il traffico ferroviario e già deviate dalla logica e dalla ingegneristica seria.

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