NUOVE SCOPERTE DI MATTICOLI DALLA COLLEZIONE MUSICALE DI VINCENZO MAZARA
21 GIUGNO 2023 – Cercando e ricercando, nella miniera in disuso qualcosa sempre si trova; e anche di prezioso. Valter Matticoli , che viene dalla generazione che non dà niente per scontato quando si parla di antichità e di glorie trascorse, trova brani inediti fra le carte affastellate nel lungo passato musicale di Sulmona. Ne parla, ne scrive. Oggi li propone con tanto di strumenti che sa usare per la sua esperienza alla “Scuola popolare di musica di Sulmona”. In tempi recenti si è avventurato sul materiale di Vincenzo Mazara, che così poco, anzi nulla pretendeva che si parlasse di lui e avrebbe voluto, invece, che si celebrasse la sua Sulmona nelle tante foto scattate negli angoli belli della città (molti, come adesso) e sviluppate e stampate in un angolo del grande palazzo ove visse con la silenziosa e devota figlia Maria Assunta (nella foto).

Intratteneva un “Salotto musicale”, del quale non si avrebbe notizia se il dott. Matticoli non avesse deciso, negli ultimi anni, di dedicare il suo metodo di ricerca alle grandi rivalutazioni della Cappella dell’Annunziata, con artisti come Alessandro Capece inseriti nello scambio culturale con Roma e le sue vette artistiche. Lo scirocco e la tramontana che si sono abbattuti a stagioni alterne sul patrimonio librario sulmonese hanno lasciato un panorama desolato: di quelli che si vedono nei film western, con impianti arrugginiti e cigolanti in cave abbandonate. Ma chi ha detto che non si trovi ancora qualche pepita? Matticoli prova a lustrarle, oggi pomeriggio alle ore 16,30, all’Archivio di Stato, nell’antichissimo convento di San Nicola in Viale Sant’Antonio, insieme a Fabio Maiorano, esperto di Araldica e Gianfranco Miscia, del Centro di documentazione e ricerche musicali “F. Masciangelo” di Lanciano.

Di una “Collezione Mazara” di musica fino ad oggi saranno stati in pochi a conoscere. Si sapeva della collezione di fotografie, alla quale attinse Giuseppe Di Tommaso, valorizzandole in ricorrenti album, pubblicati di propria iniziativa, come accade per le cose belle di Sulmona che trovano una loro strada per la celebrità e come sarebbe accaduto per persone belle, la Marchesina di Palazzo Mazara, se non fosse appartenuta a un’epoca nella quale farsi riprendere in immagini era disdicevole, fossero pure stampate dal padre.








