Per D’Amico (Pd) Sulmona e Avezzano dovevano combattere insieme

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PRIME VALUTAZIONI DOPO LA DECISIONE DEL GOVERNO SUI TRIBUNALI

11 AGOSTO 2012 – “Non si è neanche tentato di proporre al governo una soluzione consensuale per accorpare i palazzi di giustizia di Avezzano e Sulmona” osserva Giovanni D’Amico, del Pd, vice-presidente del Consiglio regionale d’Abruzzo, all’indomani del

provvedimento governativo per la soppressione di 31 del 37 tribunali “minori” ancora in discussione. “Questa linea – continua D’Amico – avrebbe trasformato Avezzano nel secondo tribunale d’Abruzzo, una sorta di tribunale di frontiera a confine con il Napoletano. La soluzione sarebbe stata in linea anche con quanto seguito dalla Severino che ha deciso di salvare i sei tribunali delle zone più a rischio per la malavita”.

Nulla da eccepire: è proprio così, con la sola precisazione che il tribunale salvato non sarebbe stato quello di Avezzano, ma quello di Avezzano-Sulmona, come gli stessi avvocati marsicani volevano, tramite anche la posizione di Colucci, presidente dell’Ordine, e di Casciere, presidente della Camera Penale. Data anche la rapidità dei collegamenti tramite l’autostrada A25, alle due sedi sarebbero state riservate materie specifiche: una ipotesi era la conservazione del settore penale e di quello commerciale ad Avezzano e del civile e delle esecuzioni a Sulmona (ciò che avrebbe comportato di per sé un carico di cause maggiore di quello che Sulmona ha adesso con tutti i tipi di cause). Adesso, invece, tutti a L’Aquila.

 Sulla proposta di un accorpamento dei tribunali di Sulmona e Avezzano, nella sezione “GIUSTIZIA” di questo sito: “Un consiglio saggio: Sulmona e Avezzano non si disperdano”; “Stessi giudici per Sulmona e Avezzano?”, “Spinosa: “Un tribunale Sulmona-Avezzano potrebbe essere la soluzione””, “Colucci: Siamo d’accordo con gli avvocati di Sulmona” Da Sulmona:”Con chi?””, “Sulmona e Avezzano come i polli di Renzo”, “Lanciano e Vasto uniscono i tribunali (ma Sulmona è forte e “si salva da sola”).