CERCANDO I PERDENTI CON IL LANTERNINO

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L’ANNUNCIO DEL “CENTRO-DESTRA” PER LA CANDIDATURA DI VITTORIO MASCI A SINDACO

21 LUGLIO 2021 – Leggiamo da altri siti che il centro-destra ha designato il proprio candidato sindaco, scegliendolo nella persona di Vittorio Masci. Contrapponendosi  ad una “coalizione civica improntata al più spregiudicato clientelismo”, il gruppo di partiti (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia) che sosterranno Masci intende “far tornare la vera politica e gestire la cosa pubblica con il solo fine di far rinascere Sulmona”.

Mettendo da parte l’annotazione che questi innovatori della politica sono talmente mal-destri da non recapitare neppure il loro comunicato a questa testata, dobbiamo rilevare subito che mai scelta fu così perdente. Vittorio Masci non ha un giorno di esperienza da assessore: andare a guidare la macchina comunale con questa premessa vuol dire fare un atto di fede che rasenta la sprovvedutezza, a confronto di personaggi che passano il giorno e la notte a organizzare pure le virgole della gestione amministrativa.

In secondo luogo, sostenere che questa sarebbe la nuova politica è davvero arduo, perché il partito di Mauro Tirabassi, assessore di Fabio Federico, è stato tra quelli che hanno contribuito alla elezione di Anna Maria Casini alla carica di sindaca. E abbiamo detto tutto in ordine alla presunta intenzione di girare pagina. Prima dovrebbero risarcire gli elettori con una tornata di silenzio o di opposizione dura (non quella che hanno fatto negli ultimi anni), anche per toglierci il sospetto che, come sono stati alleati una volta, potrebbero allearsi una seconda volta. Del resto, sono così cangianti che ora fanno pace con gli stessi alleati di “destra” e domani si azzuffano di nuovo. Poi c’è da capire questi Fratelli d’Italia che al Governo non hanno voluto mettere piede e che sicuramente non avranno un uomo al quale Vittorio Masci (ammesso e non concesso che riesca a diventare sindaco) potrà rivolgersi per un impianto di illuminazione o per la ricostruzione di una scuola o per un premio letterario. E non per niente Giorgia Meloni sbandiera la sua opposizione (della quale abbiamo letto giuste motivazioni nel suo ultimo libro) al Governo dell’arrembaggio: cioè al Governo della spartizione dei miliardi del “Recovery”.

I primi quattro anni della nuova amministrazione passeranno a vedere dirottati su altre città i fondi che generosi ministri di altri partiti convoglieranno verso altri sindaci. E il bello è che questo accadrà con il concorso attivo e decisivo di Lega e Forza Italia, che al Governo non hanno saputo dire di no (tanto per confermare l’aspirazione alla “nuova politica”). Sarà ai limiti della farsa vedere un sindaco dimenarsi per un finanziamento e gli assessori telefonare ai referenti nazionali che in Consigliio dei ministri sosterranno i progetti dei loro sindaci. Forse l’ultimo anno potrà destinare briciole: ma nel frattempo, secondo lo scellerato piano che è in corso di realizzazione, Sulmona potrebbe già non avere più un’autostrada, la stazione ferroviaria (sostituita dalla fermata a richiesta di Santa Rufina), il tribunale, etc, di spoliazione in spoliazione. Quindi, se proprio su un nome e su un partito il “centro-destra” doveva ricompattarsi, sarebbe stato meglio sceglierlo tra Lega o Forza Italia. Questa forsennata smania dell’auto-castrazione è patologia che la città vive da almeno cinquant’anni senza trovare ancora uno bravo che cerchi di guarirla.