Per il Capo dello Stato un saggio sulla crisi dello Stato

244

Ovidio la luna e il campanile

SPERIAMO CHE LA PRENDA BENE

5 APRILE 2017 – Viene la massima autorità dello Stato e che trova in Comune?

Il “Saggio sullo Stato” di Giuseppe Capograssi, cioè la riflessione sulla autorità e la sua crisi, il massimo che il filosofo sulmonese, nel 1918, espresse mentre il secolo dell’autoritarismo stava per esplodere. Buona idea, ottima, per carità, visto il livello di chi scrisse; ma se poi Mattarella se la prende a male e si porta le chiavi del tribunale, già soppresso per legge e a fatica prorogato? Insomma sembra una provocazione, come a dire: caro presidente, della tua autorità Capograssi ebbe molto a ridire e noi cent’anni dopo, con il ’68 di mezzo, qualche riserva in più ce l’avremmo. Sarebbe stato più… saggio non parlare di Stato, quando viene un Capo dello Stato, se lo Stato è in crisi e se Capograssi lo vuol dimostrare proprio con quel saggio.

Achille Campanile scrisse qualcosa di Socrate, che al padre che lo mandava in costose scuole, diceva serafico: “So di non sapere”, mettendo in crisi il concetto di autorità della cultura e di predominio del sapere. Sotto questo profilo ci confermiamo tanto campanilisti che a L’Aquila ci fanno un baffo. Domani si rischia di toccare un nervo scoperto. Consigliamo di buttarla nello storico-culturale: si parlava di autorità di Augusto, e dell’eroismo di Ovidio nell’affrontarla a viso aperto.

Meno male che qualcuno ha ripiegato sui confetti, che come un sigaro e un cavalierato non si negano a nessuno.