PER NON AVERE PIU’ CADUTI, CON LA CROCE O SENZA

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GIORNATA DEL RICORDO E DEL RITORNO A ROCCARASO MENTRE L’EUROPA HA LE FREGOLE DI UNA NUOVA GUERRA

30 GIUGNO 2024 – Celebrare la Giornata dei Caduti senza Croce, mentre una parte di Europa vorrebbe mandare al fronte migliaia di uomini per una l’ennesima guerra per procura indetta dagli Usa, può perdere di significato.

O acquistarne.

Ne acquista se serve a riflettere sulle conseguenze che portano le guerre: anche quella di non sapere in quali abissi del mare si trovano le fisicità dei giovani partiti da volontari o da coscritti; o quella di veder annientata una generazione; o quella di provocare i bombardamenti che distruggono le stesse case dove abitano quelli che si sono salvati dal fronte.

L’atto imperialistico della Russia, uguale a quelli compiuti in Ungheria nel 1956 e in Cecoslovacchia nel 1968, è stata la risposta all’abbaiare al confine, come Papa Francesco ha definito la serie di provocazioni della Nato. Morire per Danzica (che era immagine per descrivere il dilemma se valesse la pena di perdere la vita per una rivendicazione di altri popoli, di altri gruppi politici) ha significato per molti “morire per Kiev”, cioè per un regime allestito da un dittatorello che appena giunto al potere ha eliminato molte delle libertà, che ha punito e punisce con il carcere chiunque parli di negoziati per risolvere la crisi ucraina, che non si è fatto scrupolo di accettare la collaborazione di battaglioni neo-nazisti.

Per scoprire da dove viene la frenesia che ogni tanto percorre l’Europa al grido di “Alle armi” bisogna risalire al 1914, quando ogni scenario politico doveva prevedere il conflitto globale; e se ne era privo non assurgeva alla dignità di progetto politico. E’ un dato non contrastabile che, a fronte della ipotesi di sospensione delle ostilità nella primavera del 2022, fu il capo di governo inglese, Boris Johnson, a interdire quella discussione. Ed è un dato non contrastabile che il presidente degli Stati Uniti, Biden, a giudicare dal primo confronto con il candidato repubblicano, Trump, è incapace di provvedere a se stesso e di valutare quello che dice: quindi è un fantoccio in mano ad una oligarchia, né più, né meno che Putin nelle mani degli oligarchi russi, speculatori senza scrupolo come quelli che giocavano in borsa sulla produzione dei cannoni e del vestiario militare nella prima guerra mondiale e nella seconda, secondo la lucida descrizione dei loschi affari del padre, fatta da  Irene Nemiroski  nei romanzi che solo dal 2004 il mondo occidentale ha scoperto. Irene Nemirovski, ebrea, finita in uno dei camini di Aushwitz a 39 anni, quando voleva vivere e raccontare le responsabilità di ebrei come il padre nel ridurre la guerra ad un fatto finanziario.

Per questo, prima che progrediscano le dinamiche verso la guerra totale, che questa volta non si fermerà ai camini di Aushwitz, la Giornata dei Caduti senza Croce ha ancora molto da dire ai pochi che ancora la onorano.

E in questo senso ha espresso quella che si potrebbe definire una preghiera laica il sindaco di Roccaraso, Di Donato, che si è chiesto come ancora oggi, dopo il disastro di ottanta anni fa, ci possano essere persone che ordinano ad altre persone di uccidere per una conquista militare, oppure di morire per bloccare una conquista militare. Di Donato ha anche detto, alla base della gradinata che porta alla croce senza Cristo di Monte Zurrone, che chi è morto ha diritto ad essere ricordato e chi ricorda ha il dovere di comprendere il messaggio che dalla tragedia deve scaturire: “Un messaggio di pace”, perché propone l’immagine di cosa sia una scelta di guerra.

Ma qualcosa lascia perplessi: il 30 giugno 1974, esattamente cinquanta anni fa, a Monte Zurrone c’era un Presidente della Repubblica in carne e ossa. Oggi il Presidente della Repubblica era… presente neppure con un suo messaggio, ma con quello scritto da un oscuro generale.

Segno che siamo più lontani dalla seconda guerra mondiale? O che siamo più vicini alla terza?

Nella foto del titolo il tedoforo che si appresta a salire le centinaia di gradini fino al Sacrario. Nell’altra foto il medagliere dell'”Opera nazionale dei Caduti Senza Croce”; in ultimo la visuale di alcune delle associazioni combattentistiche e d’arma provenienti da varie parti d’Italia

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