NON CIMENTATE IL SINDACO CHE DORME

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PARADOSSALE TRASCURATEZZA ANCHE SUL PROTOCOLLO PER LA LEGALITA’ – LA PROTESTA DI NANNARONE – GLI ALTRI ESEMPI DELLE NEBBIE CHE AVVOLGONO IL COMUNE NELL’ERA DI DI PIERO

21 MARZO 2024 – “Da quasi due anni (giugno 2022) giace nei cassetti del Comune di Sulmona un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i consiglieri comunali e recepito dal Sindaco. Un atto che se trasformato in “fatto” avrebbe costituito un esempio per il Paese e certamente un segnale di crescita per la Città in termini sociali, forse economici, ma certamente culturali e di prevenzione”. E’ quanto evidenzia l’avv. Teresa Nannarone, consigliere di minoranza al Comune, che aggiunge: “Ve lo ricordate Guerino Avignone, ‘ndranghetista e pluriomicida finito “per caso” a lavorare in Comune? Io sì, me lo ritrovai sotto lo studio, sotto casa e persino in tribunale perché denunciò me ed altri.E ve lo ricordate che di mafie dei pascoli si parla quanto meno dal 2019? Ora che siamo finiti su Repubblica nessuno può fare finta di non sapere: i mafiosi siciliani sceglievano i nostri terreni anche dal penitenziario di Sulmona.E il pericolo del carcere con la più alta percentuale di detenuti in circuiti di alta sicurezza d’Italia? e di coloro che una volta usciti si insediano in città, aprono attività, senza nessuna consapevolezza da parte dei cittadini?” La consigliera riprende poi argomenti di grande attualità, delle ultime ore: “E l’operazione della DDA di Napoli per la droga e i telefoni sempre nel carcere di Sulmona, e il boss che qui si costituisce perché vuole scontare la pena a via Lamaccio?” “Tutti sono ora in grado di capire i rischi della realtà in cui viviamo. E le Istituzioni hanno quanto meno il dovere della sensibilizzazione ai rischi e della promozione della cultura della legalità.A quel protocollo per la tutela del territorio contro le infiltrazioni della criminalità organizzata avevo lavorato tanto: con l’ex pm antimafia Franco Roberti, con Nicola Morra e Giuseppe Antoci. Era un salto di qualità in termini di prevenzione e consapevolezza.Avevo persino strappato la promessa a Nino Di Matteo di venire a Sulmona, ma per dirgli cosa? Che noi la battaglia contro le mafie l’abbiamo secretata nei cassetti di Palazzo San Francesco?”

Se, poi, poteva essere più impegnativo applicare tutti i punti del protocollo, due almeno “erano facili, facilissimi e a costo ZERO: celebrare con iniziative pubbliche la “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie” e intitolare, nel trentennale delle stragi di Capaci e Via D’Amelio, una piazza, una strada, una scuola della nostra città a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.E invece nulla, nulla, nulla di nulla è stato fatto nonostante i solleciti: le strade si sono intitolate, ma a Falcone e Borsellino no. E le giornate si tenta di celebrarle alla meno peggio, ma quelle in ricordo delle vittime delle mafie no”.

Le parole appassionate in genere planano sulle distese paludose con le quali Gianfranco Di Piero, sindaco eletto per l’indignazione della città contro il precedente modo di fare politica, circonda il suo campo di azione, che è poi campo di quiete. Il territorio è attaccato dalla mafia dei pascoli? E che sarà mai, rispetto ad un reportage del Corriere della Sera ancora fresco di stampa. Isernia vuol passare in Abruzzo e il circondario di Sulmona è più direttamente coinvolto? Quella pagina del “Corriere” la salta. L’acrostico di Ovidio viene camuffato in una invocazione a San Panfilo che, scolpita nella pietra, troneggia al centro della villa comunale, di modo che, mentre L’Aquila si inventa di essere “la città di Federico II” e diventa capitale italiana della cultura, Sulmona disconosce anche questo estremo messaggio di affetto che il suo figlio più illustre le mandava dallo squallore del Ponte Eusino? E che sarà mai, per Gianfranco Di Piero, tutto impegnato a non convocare neppure più i consigli comunali e a svalicare il quinquennio… Sarà l’unico sindaco che, pur non facendo niente, avrà danneggiato la città, ammantandola di un torpore dal quale si era destata nella illusione di eleggere una persona e non un fantasma. Ma non saranno problemi suoi.

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