INTERROGATO IL SINDACO RISPONDA IL SINDACO

294

CURIOSE REAZIONI ALLE DOMANDE SULL’INTARSIO AL CIRCOLETTO DELLA VILLA

26 MARZO 2024 – E’ sorta una polemica sull’intarsio in pietra che al “circoletto” della villa comunale qualcuno ha collocato senza sentire il parere di alcuna commissione di toponomastica, di un sindaco, di un usciere del Comune. E ovviamente gli artigli dei “leoni da tastiera” hanno cercato di sfigurare Mario Pizzola, piuttosto che rivolgersi a questo giornale che per primo ha chiesto se si possa collocare una dedica e soprattutto se l’acrostico SMPE si possa variamente riempire di contenuti che non furono e non sono i più noti e i più condivisi nel mondo intero. Come cani famelici si sono buttati sul non-violento Mario Pizzola, che poi ha spiegato le sue ragioni nella replica; e, siccome le ha spiegate da non-violento, se l’è viste tradurre in “scuse”, quando scuse non erano. Sono i metodi dei “cani da guardia del potere”, come affabilmente (o freudianamente) si definì in tribunale (c’è la trascrizione…) chi oggi bastona Mario Pizzola, laddove forse voleva dire “cani da guardia della democrazia”, cioè quelli che dovrebbero essere, o almeno ambire ad essere, i giornalisti.

Allora va detto, in termini che non consentano di interpretarvi una richiesta di scuse, che è indecente che le iniziali delle parole che Publio Ovidio Nasone riservò nei “Tristia” alla sua Sulmona vengano travisate per inserivi un motto ecclesiastico che riguarda un patrono della città vissuto alcuni secoli dopo Ovidio, solo perché a San Panfilo è dedicato il “borgo” della Giostra cavalleresca. Come, del resto, è indecente che da un altro borgo o sestiere, mentre si recitano nel cortile del palazzo dell’Annunziata  le parole di Manfredi di Hohenstaufen riportate da Dante Alighieri, gli strepiti smodati impediscono all’interprete di sentire le sue stesse parole e al pianista di accompagnarle. E deve essere rivista pure la programmazione degli eventi della Giostra se questi inibiscono agli altri sulmonesi di esprimere la propria cultura non limitata ai banchetti serali e notturni. E, in definitiva, se borghi e sestieri vogliono animare le notti e i giorni della città, lo debbono fare rispettando le regole scritte per tutti; inoltre, per una questione di gusto, astenersi dal presentare liste elettorali.

Va pure detto che sarebbe opportuno, se si vuole dedicare una incisione ad un nobile esempio di persona vissuta a due passi dal “circoletto” per fare felici i bambini nel parco giochi (che non c’è più), mettere nome e cognome, sempre dopo aver rispettato il regolamento comunale e le leggi che consentono tale dedica.

Mario Pizzola non deve chiedere scusa a nessuno (e, infatti, non ha formulato tale richiesta, sebbene il cane da guardia del potere gliel’abbia affibbiata) se, leggendo la dedica “per Luisa” senza nessun cognome, ha pensato di scrivere al sindaco per sapere come e perché fosse stata approvata la dedica.

E soprattutto, se Mario Pizzola formula delle domande al sindaco, è questi che deve rispondere, assumendosi le responsabilità dalle quali rifugge sempre. Il cane da guardia del potere deve rimanere a cuccia.

Please follow and like us: