Perbacco se non si deve fare il Consiglio comunale…

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L’OPPOSIZIONE (BIANCHI) SI AFFIDA ALLE ANOMALIE PROCEDURALI PER NON GODERSI LO SPETTACOLO DELLA RESA DEI CONTI

29 AGOSTO 2018 – La consigliera di “Forza Italia” al Comune, avv. Elisabetta Bianchi, ritiene che sia “difficile individuare il senso istituzionale nella richiesta di Consiglio Comunale avanzata dal Sindaco di Sulmona Annamaria Casini al solo fine di dispensare una mera comunicazione sulle sue dimissioni per l’ultimo giorno del termine utile al loro ritiro. Con un colpo maestro ben assestato di analfabetismo istituzionale, probabilmente dal carattere autolesionista, è lo stesso Sindaco a ridurre i Consiglieri Comunali – e ciò che rappresentano – a meri convitati di pietra evitando la discussione in Consiglio Comunale e ammantando una richiesta fuori dal termine del regolamento con motivazioni sprovviste di una urgenza che non c’è. Infatti quale urgenza di convocazione può esserci per mere comunicazioni di fatti noti sin dal giorno 11 agosto scorso e che possono essere tranquillamente trasferite a mezzo stampa? (come peraltro accaduto con la comunicazione delle dimissioni da parte di un Sindaco che usa abbandonare le sedute del Consiglio Comunale come se fosse lo studio di “Uomini e Donne” di Maria De Filippi). E quantunque la Conferenza dei Capigruppo fosse disposta a recuperare l’ordine del giorno e ad introdurne la discussione, potrebbe comunque intendersi legittimamente recuperato ai senso del regolamento il carattere dell’urgenza necessario per derogare altermine della convocazione del Consiglio Comunale previsto dal regolamento per il suo funzionamento? Non credo. Questa richiesta avrebbe avuto un senso compiuto e quindi probabilmente proficuo, se fosse stata avanzata (come peraltro già auspicato da questo gruppo) nel mezzo del guado per introdurre chiarezza di ruoli, pretese, contenuti e prospettive di una crisi che lascia irresponsabilmente agonizzare la Città per una gestione strettamente familiare delle istituzioni vilmente piegate alle isteriche pretese dei singoli individui e per questo insopportabile”.

I modi con i quali la dott.ssa Casini lascia le riunioni del Consiglio Comunale ci sono apparsi del tutto irrituali e lo abbiamo detto; i modi con i quali ha amministrato per due anni ci sono apparsi inadeguati e addirittura illegittimi, e lo abbiamo detto e lo ha accertato il TAR per il caso della ordinanza con la quale ci ha cacciato da casa nostra e dal nostro studio professionale il 20 gennaio 2017 con 70 centimetri di neve e con una sequenza di tre scosse di terremoto di oltre il 5° grado in Umbria, solo perché il Comune non aveva presentato un suo progetto di riparazione di Palazzo Mazara e senza neanche preoccuparsi se andavamo sotto un ponte o in albergo; i modi attraverso i quali ha ignorato la principale ricorrenza cittadina del millennio, come il Bimillenario della morte di Ovidio, ci sono apparsi la controprova del fatto che allo studio del sindaco di Sulmona era meglio vi avesse lasciato andare un altro e lo abbiamo detto, dopo aver lealmente espresso consigli per celebrare un Bimillenario senza spese per il Comune e con livelli culturali un po’ più alti di quelli dei quali ci siamo dovuti accontentare con i “comitati”, (che con la figura istituzionale del Comune non avevano nulla a che vedere e che pare abbiano valorizzato opere e operette di parenti e amici (vedi intervento dei 5 Stelle sul punto).

Ma adesso ci sembra giusto che la sindaca 1) tenga un consiglio comunale straordinario; 2) parli per dire perché ha presentato le dimissioni, al di là dello scatto d’ira che l’ha portata ad abbandonare un’aula che il sindaco non abbandona come il comandante non abbandona mai la nave; 3) ascolti per verificare se un Pingue l’ha abbandonata per presentarsi contro di lei e il suo gruppo al Consiglio regionale oppure se si inventa motivi di dissenso pur essendo la attuale situazione politica e amministrativa identica a quella che lo portò a sostenere lo stesso sindaco e la stessa maggioranza prendendosi in silenzio ora il rimbrotto di un altro socialista come Massimo Carugno.

Non sappiamo quello che la dott.ssa Casini abbia da dire; dunque, non è il caso di ritenere superflua la riunione del Consiglio e meno che meno ritenere fuori regolamento la discussione che ne potrebbe derivare e che mostrerebbe alla minoranza, dunque alla stessa avv. Bianchi, di che pasta era la coalizione e di che pasta erano e sono i componenti della coalizione.

La campagna elettorale potrebbe partire dalla mera sottolineatura di quello che Casini dirà a Pingue e di quello che Pingue dirà a Casini, passando anche, se la discussione ci sarà, per tutte le prevedibilissime scempiaggini che diranno gli altri componenti di questa porta girevole da hotel che è stata la giunta comunale. Bianchi dovrebbe chiedere il favore, al pregiudicato presidente del suo partito, di concederle le telecamere in questa riunione che ella non vuole che si tenga e che sarebbe l’occasione ghiotta per registrare frasi e facce da presentare sul palco elettorale quando il pregiudicato verrà, come promesso, anche soltanto a recitare a memoria i versi di Ovidio (se proprio Bianchi vuole insistere a presentarsi per un partito che ha per co-fondatore un mafioso come Marcello Dell’Utri e un altro co-fondatore che da Presidente del Consiglio pagava la mafia; cosa che le andiamo sconsigliando da tempo visto che ci sembra altra persona da loro).

 

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