PINUCCIO IN CAMICIA NERA? MA PER FAVORE…

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POLEMICHE PER ELUDERE IL VERO PROBLEMA DEL FASCISMO ITALICO

12 MAGGO 2012 – Se avesse saputo che le foto regalate all’Archivio di Stato sarebbero diventate corpo di reato per l’accusa di revisionismo storico, il mite Giuseppe Di Tommaso, proteso ad evitare liti e contese, le avrebbe sepolte in un abisso della Majella, magari portandone un pacchetto alla volta come facevano gli “spalloni” sulle Alpi.

 Questa polemica sulla “Sulmona in camicia nera” rischia di riproporre i ferri vecchi di un settantennio: l’accusa potrebbe scattare pure se un camiciotto a mezze maniche “grisè”, per errore dello stampatore nel trattenere il cartoncino nell’acido, fosse diventato nero antracite. Nel rogo della caccia alle streghe rischiano di finire anche gli occhialetti e le borracce del mite Pinuccio, che stanno a qualche metro dalle foto del fascio: quando la patria va difesa dai rigurgiti non si può andare per il sottile. E poi chi si fa tramite del disegno reazionario un po’ potrebbe anche essere responsabile. E intanto si continua ad eludere il vero interrogativo su questa Italia che ha generato il fascismo e sulla mancanza di difese per il futuro. Anzi per il presente, magari sotto altri colori o altri padroni.

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