POTENZA DI UN CORO CHE COINVOLGEVA

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27 NOVEMBRE 2011 – Come tutti gli artisti, sentiva sfuggirgli il tempo ed era assillato dai progetti da realizzare. Aveva il suo demone che lo guidava per raggiungere vette sublimi, ma non lo aiutava ad organizzare il suo presente. Un sabato mattina, più di trenta anni fa, mentre provava il “Contrappunto bestiale” di Palazzeschi con un gruppo di ragazzi che avrebbero dovuto recitare al teatro comunale intervallando i brani del Coro nel consueto saggio di fine anno a giugno, confessò a Raffaele Del Basso Orsini, Presidente della “Filarmonica sulmonese”, che era andato a dormire la sera prima pensando di non più risvegliarsi, tanto era angosciato delle cose da fare (e “Ninnillo”, di rimando, gli intimò militarescamente di mettere da parte queste opzioni fantasiose).

Eppure Franco Potenza era anche un grande stratega nell’uso dei mezzi e delle vocazioni, un uomo concreto, un realizzatore. A Sulmona il suo nome si abbina alla prima e unica, grande scuola di musica laica, popolare e interclassista: insomma una istituzione che neanche un politico navigato avrebbe potuto fondare e conservare per sedici anni; che neppure una fondazione straricca avrebbe potuto sostenere se avesse dovuto anche soltanto pagare i coristi. Parlare di lui come di uno scopritore di talenti sarebbe ridurne la figura ad uno scricciolo, rispetto a quella che era.

Non veniva per fare provini e portare a Roma: veniva per dare alla città una sua istituzione, che poi avrebbe potuto camminare da sola, almeno si sperava.

Certo il suo compito a volte lo spaventava: per quanto don Arduino Di Matteo lo aiutasse a sgrossare il “materiale umano” da proporre; per quanto Concezio Barcone impegnasse tutta la pazienza (della quale non si sono mai conosciuti i limiti, con tutte le sollecitazioni  inferte) a non buttare alle ortiche quello che poteva rivelarsi malleabile, restava sempre una impresa ciclopica quella di fare un coro polifonico con gli spizzichi e i bocconi degli impegni extra-scolastici di cinquanta o cento ragazzotti (secondo le epoche) e di una cinquina di tenori maturi.

Congiunzione di eventi eccezionali quella che a Sulmona si verificò sul finire degli anni Sessanta, quando Franco Potenza fece partire l’iniziativa e alla “Camerata musicale” c’erano persone disposte a seguirla. Potenza veniva dalla sue esperienza di direttore di coro, nella quale aveva debuttato nel 1938; a Sanremo fu per primo direttore del coro nell’edizione del 1960. Insieme a quello di Sulmona, nel 1972 aveva diretto il coro “Giovanni de’ Antiquis”. Ha lavorato in centinaia di film italiani e stranieri, collaborando con Ermanno Olmi; ha musicato per coro e orchestra numerose canzoni di Alberto Sordi. E’ morto a Roma a settembre; aveva 89 anni.

Nelle foto del titolo: un particolare di un concerto a Lugano.

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