LE ORIGINI DEL SUCCESSO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA
3 NOVEMBRE 2012 – Adesso la “vulgata” è che a garantire il successo della raccolta dei rifiuti “porta a porta” siano stati i borghi e i sestieri: come dire che ad educare i cittadini del centro storico sono state queste associazioni. Se buttiamo una buccia di banana nel mastello giusto è perchè “li cavalieri e le dame” ce lo hanno spiegato.
Un fico secco.
Nella Italia che è stata fascista e che deve credere sempre all’intervento dell’educatore, di quello che stabilisce cosa sia “politicamente corretto”, di quello che scrive i comunicati e alla fine fa impicciare i sindacati anche delle coppie di fatto, se un cittadino che abita da solo in mezzo a dieci case abbandonate, che non sa neppure cosa sia la “Giostra” se non nelle afose giornate d’estate costellate di tamburi, ad inculcare il civismo sarebbe sempre l’istituzione, perchè se si deborda dall’imprimatur del “dopolavoro littorio” si deve sempre trovare un’altra chiesa o un altro partito.
Sulmona ha sempre avuto il primato della pulizia; e lo apprendemmo dalle schiette parole di persone navigate, come gli ispettori dei giornali che la sera transitavano nel bel ristorante “Italia” di Nicola Pavia per aspettare l’alba e cogliere le disfunzioni dei pacchi dei quotidiani dal treno ai furgoni, alle 4,30 o alle 6,00. In pasti frugali e arricchiti da tante cose dotte (erano più interessanti degli inviati speciali che si sbrodolavano in mille autocitazioni), Romano Preziosi, Gennaro Manna, Palmieri, e molti altri che quaranta anni hanno strappato alla memoria, raccontavano tutte le loro esperienze in mille città d’Italia; e qualcuno si soffermava a dire che città pulite come Sulmona non le aveva mai viste. Se vogliamo essere completi, qualcuno diceva anche che ragazze belle come a Sulmona non le aveva viste in tutte le città, d’Abruzzo per lo meno.
Ma, per restare alla “monnezza”, tradizioni auliche la città le ha sempre avute; e non si doveva dubitare che, invitati a collaborare, i negozianti e le famiglie avrebbero dato la “risposta esemplare”, come dice l’assessore Tirabassi.
Ora, dare il merito ai tamburi è un po’ troppo. Piuttosto, il sindaco dovrebbe prenderne lo spunto per impedire che i sulmonesi si abituino allo schifo che i pub producono ad ogni ora della notte e dell’alba. Una idea per la prossima campagna elettorale sarebbe, invece che limitare il consumo dell’alcol in certi orari (vista la reazione delle mammette inviperite ed elettrìci), escludere dal centro tutti i pub e farli aprire, senza limiti di orario e di tracannamenti, in zone dove non disturbano e, se sporcano, peggio solo per loro.






