Pure la Pezzopane dobbiamo stare a sentire

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PER NON PARLARE DI PAOLA PELINO CHE STA ANCORA ALLA “PROROGA FINO AL 2014”

11 GENNAIO 2014 – Per dare il segno della confusione che anima l’on. Paola Pelino nella battaglia sul tribunale di Sulmona basta dire che alla manifestazione in Piazza XX Settembre, stamane, ha parlato di un impegno incessante, duro, senza se e senza ma per ottenere una ulteriore proroga del termine “che scadrà, come è noto, tra poco, nel 2014”.

Ha parlato di una richiesta di proroga di dieci anni, che sarà presentata martedì, ma non ricorda che Giovanni Legnini, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha escluso che nel decreto mille proroghe, anche nella conversione in legge, possa essere aggiunta la proroga alla chiusura dei tribunali (dice lui per evitare che venga rigettata visto che non ha i caratteri dell’urgenza; in realtà, perchè su questa proroga debbono campare i parlamentari nelle prossime elezioni politiche per essere rieletti anche grazie alla dabbenaggine di chi crede loro).

Pertanto, la sen. Pelino ha invitato tutti a vigilare per l’approvazione di questa proroga, nella quale non crede neanche lei (“abbiamo chiesto dieci anni, poi vedremo, cercheremo di ottenere il massimo”, come si fa al mercato; il primo firmatario della proposta chi è, Razzi? Così finiamo subito a “Crozza nel paese delle meraviglie”).

E che dire della sen. Stefania Pezzopane, che dal palco di Piazza XX Settembre ha detto che proprio lei “da aquilana, sosterrà le ragioni della sopravvivenza del tribunale di Sulmona”, prendendo lo spunto dalla massiccia presenza di studenti “per i quali va salvato il presidio di legalità costituito dal tribunale”? Sembra quasi di sentire smentite le spinte dell’Aquila per rafforzare il tribunale e giocarsi la battaglia contro Ancona. E’, infatti, in atto la grande manovra per ristrutturare le sedi delle Corti d’Appello e l’ipotesi è quella di costituire una sede per Abruzzo e Marche in Ancona. L’Aquila vuole conservare la Corte. Presentarsi con un tribunale che produce 855 sentenze civili all’anno significa soccombere di fronte alle statistiche di Ancona. E per questo gli aquilani cercano tutte le strade per accorpare Sulmona e Avezzano al più presto, senza proroga alcuna. Ora, che la sen. Pezzopane faccia finta di non saperlo è grave; che non lo sappia davvero dimostra quale relazione ha con il territorio che dice di rappresentare. Quindi è ancora più grave.

Beninteso: a questo punto Sulmona potrebbe avere buon gioco se venisse costituita una Corte d’Appello unica d’Italia in Roma, con un bel palazzo nuovo sul raccordo anulare (che bisogno c’è di entrare a Roma, se le cause riguardano tutto il Paese?), a un’ora e un quarto da Sulmona, quanto si impiega per arrivare a L’Aquila.

Ecco la scena miserevole del Comitato per la tutela del tribunale, costituito in pompa magna nell’aula consiliare del Comune di Sulmona: vi fanno parte quelli che direttamente o tramite i partiti di riferimento hanno soppresso quattro tribunali su otto in Abruzzo, lasciando la metà della regione senza presidi giudiziari (v.”Togliete pure il tribunale, ma risparmiateci le pernacchie”, nella sezione GIUSTIZIA  di questo sito). Lo avevamo sottolineato proprio in occasione della costituzione, ma, come spesso accade quando i politici non vogliono, o non possono, sentire ragioni, è rimasto un messaggio lanciato nel deserto.

L’unico a dire un concetto saggio (oltre all’avv. Gabriele Tedeschi, Presidente del Consiglio dell’Ordine, che cavalca una tigre sulla quale nessuno vorrebbe stare adesso e che porta le istanze di una classe forense smarrita e quindi deve essere saggio e concreto per forza) è stato il consigliere regionale Gino Milano, che ha detto, come va sostenendo da almeno due anni questo giornale, che “ogni proroga sarebbe una agonia”. Il problema va risolto alla radice, promuovendo tutte le iniziative che siano volte alla permanenza definitiva del tribunale; oppure (ma questo Milano non lo dice e non sappiamo perchè) cercando di transitare anche per questo alla provincia di Pescara, per tutte le ragioni che non vanno ribadite (si trovano espresse nella sezione GIUSTIZIA di questo sito e repetita non iuvant in questa materia).

Solo va ribadito a Paola Pelino che la proroga scade il 13 settembre 2015; il 2014 se l’è sognato lei questa notte.