Cialente chi? quello del Tricolore ammainato?

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HA L’IMBARAZZO DELLA SCELTA PER GIUSTIFICARE LE DIMISSIONI DA SINDACO

10 GENNAIO 2014 – Fonti giornalistiche riferiscono che il sindaco dell’Aquila starebbe sul punto di dimettersi dopo gli arresti della operazione “Do ut des” (corruzione tra vicinissimi collaboratori,  come il vice-sindaco): si sarebbe preso un paio di giorni anche per preparare il messaggio di dimissioni.

Ed anche, sembra, per inquadrare meglio il tipo di dimissioni che intende dare, perchè sui motivi di tale gesto non ci sarebbe del tutto chiarezza. Cialente è in polemica anche con il suo partito e con il Ministro che sarebbe dovuto andare all’Aquila ieri. Lamenta che per la ricostruzione non ci sarebbe impegno del governo e neanche di tutto il PD.

 

Cialente chi? Sarebbe da chiedersi questo. E non solo per il riferimento alle polemicucce nel PD di qualche giorno fa, che hanno portato alle dimissioni del sottosegretario Fassina.

Cialente chi? quello che ha tolto il tricolore dai palazzi dell’Aquila per protesta contro la mancata attenzione sulle esigenze finanziarie dell’Aquila mentre Sulmona combatteva una battaglia legale e istituzionale per rientrare nel cratere? Se fosse per le questioni cittadine e per la protesta sulla scarsezza dei fondi alla ricostruzione (che dura da cinque anni circa e durerà altre cento anni, c’è da giurarci), potremmo anche chiederci chi mai sia questo personaggio che pontifica tanto davanti ai microfoni e non sa se dimettersi per protesta contro il suo vice-sindaco arrestato, un altro assessore arrestato, un consigliere arrestato, l’ex cerimoniere del Comune dell’Aquila arrestata; oppure per protesta contro un ministro del suo partito che non sgancia abbastanza per L’Aquila.

Invece Cialente lo conosciamo bene per quei tricolori scomparsi dall’Aquila; e ci bastano quelle referenze per non addololarci affatto che abbandoni il suo posto e la sua fascia tricolore. Abbiamo già altri politici per mandare in giro cartoline non belle dell’Abruzzo; figurarsi se dobbiamo contare anche su Cialente per divulgare l’immagine dell’Abruzzo che non vogliamo.