RABBIA E FANTASIA NELLE PRIME CENTO CARTOLINE AL SINDACO

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I SULMONESI SCRIVONO PER INDURRE RANALLI A RISPONDERE AL COMITATO E ALL’INCONTRO CON PESCARA

13 GIUGNO 2015 – “Sindaco, rispondete o sei sordo?”

è il testo che per ora si aggiudica il premio tra le prime cento cartoline dei Sulmonesi al Sindaco perché risponda al Comitato per il passaggio di Sulmona alla provincia di Pescara.

Questa domanda, rivolta al “Sindaco sig. Ranallo”, esprime tutto il valore di un rispettoso approccio, manifestato con un antico verbo alla seconda persona plurale, subito seguito dalla più perentoria seconda persona singolare, come si chiede in famiglia quando un fratello non dà cenno di aver sentito; oppure sul posto di lavoro tra pari grado. Va bene così: il sig. … Ranallo capirà che la domanda viene da chi non sfoggia nessuna ambizione se non quella di provocare una risposta su un tema per il quale Giuseppe Ranalli non si sarebbe dovuto limitare a rispondere, ma avrebbe dovuto prendere l’iniziativa e farsi lui stesso promotore di una visita all’assessora alla Cultura del Comune di Pescara, Paola Marchegiani. Ranalli… avrebbe potuto rivendicare il titolo di coltivare direttamente i rapporti con una persona che vuole designare Sulmona capitale della cultura per il 2017 in concomitanza con il Bimillenario ovidiano. Avrebbe potuto scavalcare il Comitato e il Vaschione e andare a farsi una mangiata di pesce al “Positano”, da Vittorio, anche con l’omologo Alessandrini, tracciando le coordinate di una intensa collaborazione tra Sulmona e Pescara. Avrebbe potuto delegare qualcuno, dentro e fuori del Comune.

Invece niente, vuol essere proprio lui, Giuseppe Ranalli, a candidarsi per guidare la lista dei sindaci che hanno danneggiato Sulmona invece di aiutarla. Sta facendo passare questi mesi cruciali per organizzare il bimillenario della morte di Ovidio; pensa che con un finanziamento all’ultimo momento, dalla Regione o da qualche pianeta sconosciuto, si possa rimediare. Sarà ricordato con maggiore ignominia del sindaco che si lasciò sfuggire la scelta di Menotti per fare il “Festival dei Due Mondi” a Sulmona piuttosto che a Spoleto.

E tutto questo perché? Per restare a fare il sindaco facendo quello che gli dice di fare Bruno Di Masci o assecondando Luciano D’Alfonso che vuole cancellare dalla geografia Sulmona e la Valle Peligna? Pur di rimanere seduto su quella poltrona per qualche settimana in più?