Ricorso contro i trasferimenti: se non ora, quando?

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 CONFERENZA STAMPA FESTIVA IN TRIBUNALE PER TRATTENERE I CANCELLIERI A POCHE ORE DALL'”INTERPELLO”

I NOVEMBRE 2012 – Convocazione in un giorno festivo, a poche ore dagli effetti di un provvedimento devastante per il tribunale di Sulmona: il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Sulmona si rivolge così alla pubblica opinione per una conferenza stampa che non ammette ritardi. E “d’urgenza” è il ricorso dei dipendenti del tribunale per non essere trasferiti a seguito della soppressione dell’ufficio. Controparti sono il Ministero della Giustizia, la Corte d’Appello dell’Aquila e la Procura Generale presso la Corte.

Il Presidente degli avvocati di Sulmona e dei Consigli dell’Ordine d’Abruzzo, avv. Gabriele Tedeschi, alle ore 12 illustrerà quello che si presenta come il più difficile dei provvedimenti d’urgenza, ma anche il più indispensabile per la sopravvivenza del minimo livello di struttura giudiziaria. Senza cancellieri un tribunale non può funzionare e diventerebbe una trappola sin dalle prossime settimane: le cause sarebbero imbottigliate senza alternativa per quelle che inderogabilmente debbono essere celebrate a Sulmona e alla fine sarebbero gli stessi utenti a chiedere di trattarle altrove pur di trattarle. Né si può chiedere al personale di non cogliere questa opportunità per ottenere un trasferimento meno scomodo: dalla prossima settimana chi risponderà a questo “interpello” potrà andare a riempire l’organico di altri uffici con preferenza rispetto alle domande che provengono da uffici non soppressi. Dopo, cioè quando materialmente il tribunale sarà chiuso, i trasferimenti seguiranno le vicende e le modalità normali: alcuni ritengono che saranno accorpati al tribunale dell’Aquila, altri pensano che andranno dove c’è più bisogno per il Ministero e a Treviso, per esempio, c’è grande richiesta di cancellieri.

Ad un anno dalla celebrazione delle udienze di notte quale forma di sensibilizzazione della opinione pubblica sul problema, le udienze potrebbero non essere svolte neppure di giorno.