RIFIUTI – IL SUD FA LA DIFFERENZA (E LA DIFFERENZIATA)

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13 OTTOBRE 2012 – C’è da rivedere qualche pregiudizio se si osserva come e quanto la gente di Sulmona ha risposto all’invito di fare la raccolta differenziata dei rifiuti solidi. (Nella foto del titolo un mastello per la raccolta dei rifiuti organici).

C’è da sfatare, per esempio, il mito di un Sud disordinato e tendente alla sporcizia. Cambiare le abitudini a chi fino a ieri metteva tutto in sacchetto e buttava in un sol colpo umido, secco indifferenziato, vetro e metalli non è un lavoro da poco: si tratta di togliere croste di piccoli vizi e pigrizie e si tratta di risarcire gli utenti dell’ultima, grande beffa di una trentina di anni fa. Nessuno può scordare la raccolta differenziata del vetro che tante speranze aveva aperto e che si risolse in un circolo complicato per poi ecumenicamente riunire, in discarica, le bottiglie alle lische di pesce, alle pile scariche e ai pannolini. L’ammissione venne solo qualche anno dopo, per l’insistenza di quel giornalismo di inchiesta un po’ diverso da quello militante che mette sempre lo stesso disco rotto contro qualsiasi amministrazione comunale senza neanche informarsi.

Nonostante la presa in giro 

Una presa in giro di questo tipo, per un popolo che fosse davvero tendente alla pigrizia e carente nell’innovazione, avrebbe legittimato ogni boicottaggio. Invece, dopo il primo giorno di disorientamento, gli utenti sono pazienti e collaborativi. Lo spettacolo non è dei più belli, beninteso: c’è un Corso Ovidio nel quale occhieggiano cataste piccole e grandi di cartoni; e di per sè stessi i colori dei mastelli non aiutano nel colpo d’occhio della città medievale. Ma agli esaminatori accigliati forse non è presente lo scempio dei cassonetti che abbinava il borgo alle periferie più squallide di un centro industriale del Nord che nel turismo non investe neanche una cicca.

La “differenziata” è una bella seccatura e i primi ad essere investiti dei nuovi doveri sono quelli che abitano al centro storico, già devastati dalla condanna delle amministrazioni precedenti con le concessioni a bar e pub di ogni ordine e degrado. Ma intanto la piccola nave va e, se è vero che per governare gli Italiani basta dare loro un compitino che non offra tante alternative, la “raccolta” a Sulmona vuol rappresentare esattamente il contrario, perchè le alternative ci sarebbero: prima fra tutte quella sussurrata da chi mette in conto di prendere un sacchetto e buttare tutto indifferenziatamente al primo cassonetto dopo il Ponte Capograssi, almeno fin quando ci sarà.

I Nordisti e i maiali

Se la scorciatoia è a portata di mano, i castigatori dei vizi del Sud dovrebbero recitare qualche mea culpa e riconoscere anche  che magari nelle grandi discariche a cielo aperto i rifiuti speciali e tossici venivano dal… Nord, spediti da imprenditori che volevano risparmiare sui costi di smaltimento. E un maiale a defecare sul sito dove doveva sorgere una moschea ce l’ha portato uno della Lega Nord, mica Masaniello. Tendenzialmente il Sud faceva la differenziata (ma anche la differenza) già nella civiltà rurale; per merito della Magna Grecia più che dei Borboni, forse. Ma intanto…

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