Rinvio delle elezioni? Ma la legge dice altro

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INTERROGATIVI DOPO LA SCOMPARSA DI UN CANDIDATO SINDACO

15 MAGGIO 2013 – La morte dell’ing. Fulvio Di Benedetto, candidato sindaco alle prossime “amministrative”, ha aperto l’ipotesi di un rinvio delle consultazioni, sul rilievo che il voto potrebbe risentire dell’effetto deviante di un gruppo di liste prive del proprio candidato.

E sul dato oggettivo che l’ing. Di Benedetto potesse contare su molti voti. Inoltre, sono giunte voci di un sostanziale diniego della Prefettura a disporre un rinvio, in quanto il decesso è avvenuto non nella fase del ballottaggio. Il Movimento Cinque Stelle propone di ritirare spontaneamente tutte le altre candidature per dare modo di “riorganizzare” nuove elezioni.

Nessuna delle ipotesi sembra corroborata da una sufficiente carica persuasiva: né in ordine al rispetto formale di una legge (che nulla dice al riguardo), né in ordine alla idoneità di costituire una soluzione. Riorganizzare le elezioni è espressione che in sé non vuol dire niente, se non la possibilità per il gruppo di liste guidate dal candidato deceduto di selezionarne un altro. Ma il meccanismo della nuova legge per l’elezione del sindaco è verticistico: un candidato amalgama un certo numero di liste, che difficilmente si ritrovano sotto altra guida, tanto è spiccato l’elemento personale. Immaginare un altro a condurre la stessa formazione è difficile ed è di per sé una forzatura, tanto evidente è la caratterizzazione dell’ing. Di Benedetto nel difficile equilibrio di alleanze che si forma per una cordata tra liste che neanche esistevano fino a qualche settimana prima del 26 aprile. La via di uscita più praticabile sta proprio nella realtà che si è, purtroppo, determinata con l’improvvisa scomparsa dell’ing. Di Benedetto: e, cioè, che oggettivamente il suo esperimento non è sostituibile da nessun altro. Non per niente le disposizioni in materia di candidature a sindaco non prevedono l’elezione di un sostituto.

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