Ronci misura anche il naso di D’Alfonso che si allunga sempre di più

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ORA AL GOVERNATORE POTREBBE MANCARE IL SOSTEGNO DEI PRETACCHIONI CHE LO SCORTANO SEMPRE

5 OTTOBRE 2015 – Si allunga il naso di Luciano D’Alfonso,

che saltella in tutto l’Abruzzo dicendo cose sballate e bacchettando chi sostiene, dati reali alla mano, il contrario.

Riceviamo e con grande soddisfazione pubblichiamo la seguente nota del dott. Aldo Ronci, da correlare direttamente all’articolo “Ronci fornisce i dati, D’Alfonso rilancia con tutto il cucuzzaro”. Ovviamente non pubblichiamo tutti gli allegati, ma il computo che nella nota fa il dott. Ronci è più che sufficiente a far capire la distanza tra le cifre reali e quelle contenute nelle ciance del “governatore”:

“In allegato – scrive Ronci – il comunicato pubblicato sul sito della Regione Abruzzo relativo alla presentazione del rapporto sulla dinamica delle imprese in Abruzzo tra il 2008 e il 2014 nel quale il Governatore Luciano D’Alfonso sostiene che nel corso dei primi mesi 2015 si sono creati 23.000 nuovi posti di lavoro.

In allegato anche dei grafici elaborati su dati Istat pubblicati il 1° settembre 2015 nei quali si evidenzia che tra il II trimestre 2015 e il II trimestre 2014 in Abruzzo gli occupati crescono di 9.000 unità (e non di 23.000) e che comunque questo incremento è dovuto alla crescita verificatasi nel II semestre 2014 e non nel I semestre 2015.

L’Abruzzo registra nel I trimestre 2015 (rispetto al trimestre precedente) un decremento di 9.000 occupati e nel II trimestre 2015 (rispetto al trimestre precedente) un decremento di 25.000 unità per cui complessivamente nel primi sei mesi 2015 la perdita di occupati ammonta a 34.000.

Nel II trimestre 2015 rispetto al I trimestre 2015 il decremento di 25.000 occupati corrisponde ad una flessione percentuale del 5,2% in controtendenza con l’incremento nazionale dell’1,5% e che fa dell’Abruzzo il fanalino di coda delle regioni italiane.

I dati sull’occupazione del II trimestre 2015, rispetto al trimestre precedente, evidenziano anche che l’Abruzzo, assieme alla Valle D’Aosta, sono le uniche due regioni italiane che decrescono e che quindi, in esse, il Jobs Act non è riuscito a stimolare la crescita del livello occupazionale”.

Ora che D’Alfonso non potrà farsi scortare da un vescovo qua ed un vescovo là perché Bergoglio (il Papa, se non fosse scritto nella sua rubrica) fa saltare uno dopo l’altro tutti i pretacchioni che si affascinano alla secolarizzazione della Chiesa attraverso le sponsorizzazioni ai politici, la vediamo dura per l’ulteriore prosecuzione della prosopopea che sfodera nelle celebrazioni pubbliche e private.

Come per Renzi, le cifre gli sbattono sul muso e non rimbalzano; in più, dovrà pure giustificarsi con Renzi perché il jobs act ha fatto cilecca, tanta è la sconclusionata politica abruzzese. Adesso, da fanalino di coda, sarà difficile bacchettare il resto del convoglio e, in particolare, dalla coda  sarà difficile manovrare con il naso così lungo, che si allunga sempre di più…