OVIDIO E LA FIGLIA DELL’IMPERATORE CHE LO RELEGO’ A TOMI IN DUE MANIFESTI ALLA CATTEDRALE
7 FEBBRAIO 2026 – Che si parlasse ancora di lui dopo duemila anni Ovidio era sicuro, tanto da scriverlo nei versi finali delle Metamorfosi. Forse, da mago che lo si riteneva poi nel Medioevo, era anche sicuro di tornare accanto alla figlia dell’imperatore che lo relegò. E il caso ha voluto che il manifesto per l’ultimo numero del “Vaschione” in edicola si collocasse accanto a quello del poeta e che recasse il racconto fantasioso (ma, a questo punto: quanto fantasioso?) di improvvisi viaggi di là e di qua dell’Appennino di Giulia a Sulmona, anzi a Fonte d’Amore, come il futurista Alberto Savinio (lo pseudonimo di Andrea De Chirico) immagina.
L’accostamento, che avrebbe turbato Augusto quasi quanto la disfatta di Varo a Teutoburgo, si trova poco sotto la cattedrale di San Panfilo.






