SCADE LA PROROGA SUI RIFIUTI MA NESSUNO SE NE ACCORGE

107

GLI EFFETTI DI UNA POLITICA DI DEVASTAZIONE DEL TERRITORIO

11 GENNAIO 2023 – Si allineano sulla posizione di chi sostiene che la sfiducia al consiglio di amministrazione del Cogesa sia atto illegittimo i quarantuno sindaci che contrastano di fatto il sindaco di Sulmona, nel caos conseguente all’approvazione del bilancio che non andava approvato.

La società partecipata per lo smaltimento dei rifiuti è diventata campo di battaglia, non già ideologico, seppure si intenda individuare una matrice di Destra nell’ultima pronuncia, quella di ieri. C’è qualcosa di molto differente: ed è la pratica necessità del Comune dell’Aquila di continuare a scaricare i propri rifiuti, senza dover programmare la costruzione di una propria discarica e pagando addirittura meno di quanto pagano, per esempio, i sulmonesi. Che, poi, a guidare il Comune dell’Aquila sia un sindaco di Fratelli d’Italia è circostanza che passa in secondo piano, tanto è vero che a votare nello stesso senso sono anche gli sbandati del mondo “civico”. Una accozzaglia che magari cercherà anche di sfondare il termine massimo consentito dalla proroga per il trasporto dei rifiuti da L’Aquila e dal suo circondario fino a Sulmona; il termine era stato fissato in queste ore, ma ormai a dire “no” è rimasto solo il sindaco di Sulmona Di Piero, primo artefice, tra l’altro, del pasticcio determinato dall’approvazione di un bilancio che non poteva essere approvato: in cambio, aveva avuto assicurazioni che in gennaio il consiglio di amministrazione del Cogesa si sarebbe dimesso. Il CdA , dopo aver incassato l’approvazione del bilancio, ha risposto con il gesto dell’ombrello.

Ora il panorama è molto delineato: Sulmona continua a fornire il luogo per sotterrare (non già per trattare) i rifiuti, senza avere neppure voce in capitolo nell’assemblea. Il sindaco Biondi continua a tessere le sue politiche (dopo aver ricevuto lo schiaffo del sindaco di Chieti quando ha provato a scaricare lì i rifiuti) e, alla luce del documento approvato dai quarantuno sindaci ieri, otterrà quello che vuole, anche perché, una volta eletti, i sindaci rispondono solo a se stessi (ma questo Di Piero poteva anche immaginarlo prima) e “salvare il Cogesa” significa solo riempire il territorio di Sulmona (non quello dei 41 Comuni) di rifiuti.

Occorrerebbe cambiare cittadinanza e spostarsi a Pratola Peligna, unico centro che non sta a questo gioco suicida (e sudicio) e lo ha dimostrato proprio in questi mesi.

Please follow and like us: