SE CHI NON RIVESTE CARICHE LE HA RIVESTITE E NON HA PIU’ CARICA

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CURIOSO ARGOMENTARE DI UN CONSIGLIERE COMUNALE DI UNA MAGGIORANZA LIQUEFATTA

5 LUGLIO 2017 – Vittorio Masci torna sulla polemica da lui suscitata in relazione al nostro commento ad un messaggio della sindaca e su quello che definisce un suo “semplice commento ad un post di un’amica di Facebook”. Si dice divertito della risposta che gli è stata formulata su un “sito web di un quotidiano online del quale titolare direttore responsabile e giornalista sono la stessa persona”. “Non rivesto cariche – scrive – e sono un comune cittadino”. Conclude che se un semplice post genera tanta attenzione “chi scrive non ha molti argomenti  da trattare per la Città”.

Il quotidiano online dovrebbe essere quello che state leggendo adesso in tanti, al confronto dei lettori del post, che se arrivano a venti si debbono congratulare. Prendiamo anche atto che Vittorio Masci usa un metro che andava in voga in una certa Destra da Fini in poi (con la fine che ha fatto…): quello di contare, prima di esprimere una opinione, quante siano le persone fisiche che si parano avanti. E ci rassereniamo per lui che si sia sollevato contando che editore, redattore e direttore si concentrino in una stessa persona. La legge lo consente e la nostra esperienza quasi cinquantennale nei giornali non lo impedisce; l’essenziale è che non sia unico il lettore e in Facebook questo accade spesso.

Quanto alla semplicità del post, concordiamo: era semplicemente fuori luogo e conteneva una critica molto aggressiva. Lasciamo stare che abbia ottenuto il risultato perseguito o quello opposto; è alle intenzioni che, come nel diritto penale e nel confessionale, bisogna guardare, poi l’obiettivo è questione di capacità. Questo conato di esecrazione era rivolto, tra l’altro, al commento sullo scritto di una persona, come la sindaca, con la quale, tranne cattive informazioni che potrebbero fuorviarci, Masci non ha politicamente molto da spartire (ma i cambiamenti possono essere intervenuti anche di recente, visti anche quelli che il Nostro ha registrato nella sua carriera politica pur molto ristretta, che non l’ha mai innalzato al di sopra del livello di consigliere comunale). Se non si fosse capito, dunque, il “semplice post” non è l’espressione di un semplice cittadino: viene da chi è stato fino al 2013 in consiglio comunale ed ha portato con la sua attività quinquennale di consigliere di maggioranza all’assai singolare caso di una maggioranza che non ha avuto neanche la faccia di riproporsi dopo cinque anni di governo, tanto da riconsegnare la città alla vecchia politica e ai vecchi politici. Come tale, l’autore del post non può lanciare una pietra e nascondere la mano defilandosi nel pubblico senza caratterizzazioni. Ed è questa, dunque, la notizia: che chi ha operato in questo modo ha pure l’idea di ergersi a giudice di buoni e cattivi gusti.

E’ vero che non ha cariche; ma prima di tutto è vero che non ha carica. Se l’avesse, fonderebbe un giornale e lo diffonderebbe, così potendo gustare il sottile piacere del rilancio di un articolo da parte di persona (come l’avv. Elisabetta Bianchi) che non è alleata, che politicamente è distante e sulla quale abbiamo a volte espresso leali e pur sempre chiare critiche; sarà stato questo sincero apprezzamento, superiore ai personalismi e alle impostazioni partitiche, il vero casus belli che deve averlo fatto infuriare.

In ultimo: che ragionamento a pera è mai quello di chi pretende di bollare con arroganza una idea e poi metterla a caciara sostenendo di non ricoprire cariche? Vada in una qualsiasi redazione (ovviamente non di epigoni finiani), dica che quello che si scrive là è di cattivo gusto e poi dica che è un cittadino senza cariche. E ci racconti quello che gli succede; oppure ci chiami se ha bisogno di aiuto.

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