Se la Bolla della Perdonanza deve portarla il sindaco

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23 AGOSTO 2013 – La bolla contenente l’indulgenza concessa da Celestino V a chi visitasse la Basilica di Collemaggio all’Aquila in quella che

fu chiamata la “Perdonanza celestiniana” dovrà essere portata da quest’anno (719^ edizione) dal sindaco della città, anziché da una dama. Lo avrebbe stabilito una più attenta interpretazione dei testi.

Non si finisce mai di imparare, certo; ma sarebbe anche il caso di non metterla troppo sul formale. La “Perdonanza” ha il suo significato se interpretata con il cuore di chi la pratica e che certamente non riconosce valore decisivo alla persona che porta la bolla in corteo. Se si scivola sul dato formale, va a finire che si tiene conto della abolizione di tutte le indulgenze operata da Bonifacio VIII che le raccolse nell’Anno Santo, celebrato per la prima volta nel 1300 proprio per riordinare una disciplina che si era disarticolata.

Ora, che la celebrazione dell’Aquila possa essersi salvata solo perchè il documento (cioè la pergamena) non era stata eliminata è un argomento un po’ fragile, se lo si vuol guardare sotto il profilo formale… Porti la Bolla il sindaco; l’essenziale è che creda nell’indulgenza. O non ci crede?