CONFLITTI DI COMPETENZA PER LA FOGNA ESPLOSA
9 MAGGIO 2018 – Qualcuno si è inalberato perché abbiamo citato a sproposito Angelo Caruso e Anna Maria Casini nell’affaire della fogna esplosa per sette minuti di pioggia a Piazza Tresca. Il Presidente della Provincia non c’entra; e la sindaca ha, sì mandato l’assessore Angelucci, ma solo per dire che si vedrà quello che il Comune può fare (cioè quello che ha già fatto sapere l’amministrazione per il Bimillenario ovidiano, per gli impianti sportivi, per le scuole cadenti, etc.).
Ma in questi distinguo si perde di vista il motivo di fondo: sono tutti amministratori (Casini quale sindaca, Caruso quale presidente della Provincia, Di Loreto quale presidente della SACA, cioè della società che gestisce la rete di distribuzione dell’acqua e quella di smaltimento dei rifiuti liquidi) che aderiscono al “patto dei quattrocento”, cioè a quella flotta che si ritrova compatta sulle posizioni annunciate l’estate scorsa dall’allora assessore regionale Andrea Gerosolimo.
Ne fanno di tutti i colori: Caruso sta a capo di una Provincia che chiude le sue strade a ciclisti e motociclisti in piena stagione turistica perché non è stata in grado di riparare le buche; Casini cerca di strappargli la palma della primazia del non fatto; Di Loreto arricchisce i colori degli altri due con quel marroncino che ieri ha inondato scarpe e pantaloni dei poveri passanti, ancora oggi imbarazzati nel tornare a casa e mettere tutto in lavatrice mentre i familiari si turavano il naso. Quindi, se non è zuppa è pan bagnato; se non è SACA è Provincia o Comune o quello che deciderà la Cassazione quando si capirà chi doveva fare manutenzione. Intanto, abbiamo un nome per la stazione della metropolitana che si sta costruendo (e della quale riferiamo in altro articolo): potrebbe chiamarsi di “Piazza dei Quattrocento”.






