Se nove vi sembran tanti

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MINORANZA AL LUMICINO SFERRA LA MOZIONE DI SFIDUCIA

9 NOVEMBRE 2012 – Va dalla mancanza di piste esclusivamente ciclabili al ritardo nell’attuazione della raccolta differenziata, al “tradimento” costituito dall’aumento della pressione fiscale, a decine di altri punti inattuati

nel programma di mandato del sindaco la mozione che nove consiglieri della minoranza consiliare hanno presentato perchè il Prefetto intervenga e avvii le procedure previste per legge, visto che nessuno degli obiettivi (illustrati in circa quaranta pagine) potrà essere raggiunto in pochi mesi.

Sul punto prende posizione il Partito socialista: il segretario regionale Massimo Carugno ritiene che l’iniziativa serva ad altro, posto che chiedere che il sindaco vada a casa a pochi mesi dalle elezioni non ha senso. Ad avviso di Carugno, siccome a primavere si voterà tanto per le amministrative che per le politiche e che saranno elezioni che segneranno una profonda svolta nella vita di questa citta’ ma anche di questo comprensorio e di questa regione” i firmatari della mozione di sfiducia “piuttosto che sperare in una “cacciata” del Sindaco e della Giunta, si e’ voluto creare uno spunto o lanciare una provocazione per giungere in Consiglio Comunale ad un ampio dibattito su tutto il quadro politico e programmatico”.

Quello che si legge meglio in certi documenti è la parte mancante, piuttosto che quella che c’è. E nella mozione di sfiducia di ieri mancano delle firme, al punto che sono soltanto nove quelli che la sostengono. Bisognerà prendere atto, allora, che, al termine del quinquennio, la minoranza non ha rispettato il suo programma, che era quello di mandare a casa il sindaco e la sua giunta quasi subito, visto che mancava di ogni legittimazione politica?

Allora, se si fallisce un obiettivo del proprio programma, il principale e forse quello esclusivo, bisognerebbe sfiduciarsi e aggiungere una postilla a tutto l’elenco di piccole e grandi cose non fatte dalla maggioranza: “Noi, da parte nostra, abbiamo fatto di peggio, perchè neanche con una amministrazione così fallimentare siamo riusciti ad andare oltre il numero di nove e mettiamo in guardia gli elettori che, se ci daranno una maggioranza di voti, non possono essere certi che coopereremo per amministrare la città”. Questo potrebbe significare parlar chiaro.