“SI SOGNA DI PIU’ SE SI TIENE A DISTANZA LA TECNOLOGIA”

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IL PRATOLANO FRANZ DI CIOCCIO PARLA DELL’ULTIMO ALBUM DELLA PFM

20 OTTOBRE 2021 – “Stiamo perdendo il potere del sogno, quello che ti spinge a fare le cose belle nella vita. Troppa invadenza della tecnologia, bisogna ritrovare l’entusiasmo, la fantasia. Io ho ancora il ragazzo dentro di me” dice il pratolano Franz Di Cioccio poco prima dell’uscita di “Ho sognato pecore elettriche”, nuovo album della Premiata Forneria Marconi alla vigilia del mezzo secolo di vita e di musica per sognare.

Franz Di Cioccio tenne l’ultimo incontro con i suoi conterranei nella biblioteca comunale, qualche mese prima della chiusura per un terremoto che non aveva arrecato danni tali da farla chiudere. Da allora non ha più riaperto. Il batterista di quella che è considerata una “band” tra le migliori al mondo, frequentò i vicoli di Pratola Peligna fino a quando non fu valorizzato da uno zio che a Milano amava e praticava la musica. Poi è tornato per far tremare dalle fondamenta il teatro di Via De Nino intitolato a Maria Caniglia. Oggi che nell’album in uscita venerdì si incontrano “innesti” da Mozart e per i duecento anni successivi non trascurando Prokofiev, spiega: “Abbiamo attinto alla classica e poi alla musica distopica, elegiaca e caotica insieme”.

E nella biblioteca, durante il sopralluogo di ieri del nuovo sindaco, occhieggiava ancora la locandina di quell’incontro nella sala lignea del 2008.

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