TRA I CIMELI DELLA STAZIONE “LA VITA E’ BELLA”

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18 GENNAIO 2021 – Il viaggio più famoso fu intrapreso quando già l’amministrazione ferroviaria aveva collocato quel cimelio in un angolo del “deposito locomotive” dove c’erano anche le prede di guerra sottratte agli austriaci nel primo conflitto mondiale. L’ammasso di ferro e carbone partiva placidamente per andare sul set di un film destinato a fare la storia di una comicità amara: “La vita è bella”, con Roberto Benigni che vede entrare la locomotiva di ferro nel campo di concentramento finalmente svuotato e il bimbo che grida felice: “Abbiamo vinto”.

Sta ancora lì la locomotiva ed è rimasta sempre più sola, visto che l’importanza del deposito di Sulmona è andata scemando con il passare del tempo. Di mostri neri è rimasto solo quel mastodonte, che pesa 87.300 chili ed ha una velocità massima omologata di 65 km/h. Fu prodotta tra il 1922 e il 1923 insieme ad altri 49 esemplari. Non  era neppure dei più grandi, ai tempi di convogli che muovevano l’industria di tutta Italia ed avevano un ruolo determinante per tutta la nazione. Questo tipo di locomotive del “gruppo 940” (dalle prime tre cifre stampate sul frontale, le altre tre segnavano l’esemplare singolo e quello di Sulmona è contrassegnato con 044) è denominato “locotender” ed erano destinate ai servizi sulle linee appenniniche, caratterizzate da forti dislivelli.