Tra poco le sentenze le faranno i pubblici ministeri

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SIAMO SULLA STRADA GIUSTA, SECONDO CASELLI, CON L’ELIMINAZIONE DEL SECONDO GRADO

13 GIUGNO 2016 – L’ex procuratore Giancarlo Caselli sostiene oggi che, invece di assumere cancellieri ed altro personale nei tribunali,

è necessario eliminare le troppe cause e i tempi troppo lunghi delle cause. La sua ricetta è di eliminare il grado di appello.

Se per questo si potrebbe fare di più, concentrando il processo alle sole indagini preliminari e proclamando il verdetto direttamente nelle procure della repubblica; tanto, molti pubblici ministeri già sopportano il giudizio come fosse una pleonastica conferma di quello che hanno fatto, senza tutti i sofismi delle difese. Poi, quando ci capitano loro, nei processi, piangono come quel giudice che, secondo Fabrizio de Andrè, si imbattè con un gorilla che non lo lasciò vergine nonostante egli piangesse nello stesso modo del povero disgraziato al quale, con una sentenza un po’ originale, aveva fatto tagliare il collo il giorno prima.

Perché, invece, Caselli non si interroga sul numero vertiginoso di sentenze riformate in appello perché scritte con i piedi e talvolta senza il minimo rispetto delle garanzie difensive? E la colpa è degli avvocati causidici oppure dei giudici somari o in mala fede?

Parlavamo di un’aria strana che gira nei tribunali in questi mesi; tra poco potremo parlare solo di arie che girano nelle Procure. I tribunali, quelli, saranno un ricordo di quando l’Italia era un Paese civile.