SEQUENZE DI “TRINITA'” VICINO AL MONUMENTO ALLA FAMIGLIA DI PASTORI
I luglio 2016 – Non molto lontano dal monumento che riprende l’incontro tra un pastore che porta sulle spalle un figlio morente, nella bufera, e la donna che si era avventurata nella stessa bufera da Calascio per cercarli, sarà collocato un pannello per ricordare le scene del film “Continuavano a chiamarlo Trinità”, con Terence Hill e Bud Spencer, nella enorme piana di Campo Imperatore. Episodio vero quello del pastore, il 13 ottobre 1919: Pupo Nunzio perse i suoi due figli e 5000 pecore. Sequenze fantasiose quelle nelle scene del western dissacrante quelle che il Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga si accinge ad immortalare in un luogo solenne e significativo per tutti gli abruzzesi: tragedia e farsa che non sono inconciliabili tra le cime aspre di un territorio severo e inospitale (forse per questo più affascinante).
Nella foto del titolo sullo sfondo svetta il Monte Camicia; nella foto in basso l’incontro ormai marmoreo (ma non doveva essere meno gelido quello vero) tra Pupo Nunzio e la moglie. Nunzio, di Roio, fu colto da una tormenta mentre cercava di recuperare il gregge, insolitamente ancora in Abruzzo e non in Puglia. La moglie, nel disperato tentativo di portare loro aiuto, impazzisce e muore dal dolore. Lo scultore Vicentino Michetti ha impresso nel marmo questa tragedia per onorare tutti quelli che hanno trovato la morte in queste montagne.







