Troppa IMU, il sindaco deve scegliersi un’altra casa

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IMGA0815IL SUO ENTOURAGE LO PROPONE ANCORA PER IL PDL NONOSTANTE I TRADIMENTI SUBITI

18 DICEMBRE 2012 – Qualcuno tra i più stretti collaboratori del sindaco e forse il sindaco stesso si domandano perchè mai dovrebbe prendere le distanze dal Pdl dopo che vittoriosamente è stato proposto alla guida di Palazzo San Francesco.

 

Non bastasse tutto quello che i parlamentari del Pdl hanno fatto per devastare il territorio di Sulmona, tramite la soppressione del tribunale e il sostanziale disinteresse per la crisi economica del centro-Abruzzo, risulta veramente impossibile, nei giorni nei quali il Paese è chiamato a versare 24 miliardi di IMU, dimenticare che questo balzello è stato introdotto nel marzo 2011 proprio dal governo capeggiato da Silvio Berlusconi e, quindi, dal Pdl. E’ vero che tale riforma fiscale escludeva la tassazione della prima casa, ma è anche vero che di tutto il gettito complessivamente garantito dall’IMU solo poco più di tre miliardi di euro vengono dalla tassazione della prima casa: il resto è sottratto alle risorse di chi ha contato sull’investimento edilizio per garantirsi una terza età serena tramite la riscossione di canoni, oppure di chi deve corrispondere tale tributo prima ancora di andare in pensione, perchè concerne beni strumentali all’azienda. Forse i contribuenti all’epoca delle elezioni avranno dimenticato il salasso di questi giorni, ma una parte politica che si proclama a tutela della iniziativa privata e si spaccia quale argine all’esosità fiscale dovrebbe essersi comportata in modo opposto. Peraltro la rivendicazione di un’anima pdiellina avversaria all’evasione fiscale (anche in questo senso si articolano le ormai scomposte iniziative delle sparpagliate componenti del Pdl) cozza terribilmente con l’uso ricorrente di condoni fiscali fino a quando l’Europa non ha impedito di forgiarne altri.

E che dire dell’appoggio che il Pdl promette proprio a Monti che ha avuto la forza di chiudere i tribunali con i decreti attuativi della legge di soppressione (anch’essa voluta dal governo Berlusconi) ma non le Province, che in quanto a spesa pubblica producono dieci volte il deficit dei tribunali soppressi?

Che il dott. Fabio Federico possa presentarsi con queste credenziali per essere confermato sindaco attraverso il Pdl denoterebbe anche scarsa fiducia nel discernimento degli elettori. Di sicuro lo farebbe sorpassare a destra da quanti (e sono molti) batteranno questi argomenti per denotare incoerenza e malafede nelle condotte politiche.

Ma poi esisterà ancora un Pdl a maggio, quando probabilmente si voterà per le amministrative? Sarebbe meglio per il sindaco scegliersi un’altra casa (oppure teme di pagare l’IMU anche per questa?).