UMORISMO IN PILLOLE – Come ti rifaccio un cratere

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I RETROSCENA DELLA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO

22 OTTOBRE 2013 – Il Prefetto dell’Aquila aveva composto un gruppo di studio per riformulare il cratere sismico. Chi ne faceva parte?

L’Avvocatura dello Stato, che si era battuta davanti al Tar, contro il Comune di Sulmona, per impedire che il cratere si allargasse fino a comprendere anche il capoluogo peligno dopo aver compreso un comune a Nord di Sulmona (Popoli) ed uno ad sud (Bugnara). E’ come se per andare ad eseguire uno sfratto si mandasse, invece dell’ufficiale giudiziario, l’avvocato dello sfrattato: sai che bella esecuzione.

Forse nelle aspettative della Prefettura guidata dalla dott.ssa Iurato era anche la costituzione di Comuni-cuscinetto, come in Europa furono costituiti gli Stati –cuscinetto contro la bellicosità esasperata: significava bloccare gli impeti del sisma? Mettere una città non terremotata in un contesto di diffusi terremoti poteva avere un valore scaramantico, oppure tranquillizzare l’abitante di Torrone che, affacciandosi, vedeva il dirimpettaio di Cantone e pensava: “Poverino, lui sta nel cratere, io no” e giù un quarto grado da spiccare le persiane. Questa commissione di studio dell’enclave sismica è stato un capolavoro dell’assurdo e come tale l’ha trattata il Consiglio di Stato (v. “Il Consiglio di Stato smentisce Prefetto e Tar sul cratere sismico”). Ma nei meccanismi dell’ottemperanza non crediamo affatto: sta’ a vedere che, invece di inserire un rappresentante del Comune di Sulmona, ci metteranno Massimo Cialente, sindaco dell’Aquila.

Tanto, se poi Sulmona ricorre al Tar, questo conferma la composizione; e se il Consiglio di Stato dice che è irragionevole ed è un’offesa all’obbligo di motivazione, si rifarà un “gruppo di studio”, magari inserendoci il capo della tifoseria rossoblù. E se il Consiglio di Stato dirà che una scelta del genere è immotivata, si potrà sempre sostituire.

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