VENERE SONNECCHIA ASPETTANDO IL BIMILLENARIO CHE E’ GIA’ PASSATO

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SCONCERTANTI ANACRONISMI E PARADOSSALI INETTITUDINI DI PEZZOPANE E PELINO

12 NOVEMBRE 2017 – Il guaio della approssimazione che ha caratterizzato questo Bimillenario ovidiano sta anche nel modo nel quale… non si conclude. Non c’è un evento che segni la conclusione, che dia un appuntamento al… trimillenario; non un progetto per i prossimi cinque o dieci anni di studi ovidiani: solo un cartello, all’ingresso della città, annuncia ai turisti, da un paio d’anni, che la città sta “aspettando il bimillenario” (niente male come biglietto da visita…).

Nessuno tra i politici ha la faccia di dire che le proposte di legge di Stefania Pezzopane e di Paola Pelino sono state una presa in giro e non vedranno la luce perché si chiuderà nel frattempo la legislatura e tutto quello che l’una e l’altra sono state in grado di raggiungere è stata la… calendarizzazione del disegno di legge, unificato anche nella sua totale inutilità e nel suo valore truffaldino; nessuno tra i cattedratici ha la forza di ammettere che il convegno di studi di aprile è volato troppo in alto per essere una occasione di maturazione e di consapevolezza del genio del Sulmonese nella media dei cultori del Vate; e nessuno degli “operatori culturali” di Sulmona ha saputo riconoscere che le mostre e i convegni che hanno avuto il tema formalmente intitolato a Ovidio, sono stati solo un mezzo per dare lustro e importanza a chi, effigiandosi di un nome così importante e di una ricorrenza così rara, ha attirato i riflettori dei mass-media. I 5 Stelle, poi, ci hanno suscitato il sospetto che la giuria per la valutazione delle manifestazioni era composta in buona parte di parenti e amici e sodali dei… premiati. Un autentico scempio; un invito a seguitare a leggere Ovidio in solitario splendore, perché, come ai tempi dei centri culturali de “Il nome della rosa”, l’incontro con le personalità del mondo classico si compie con lo studio dei testi che, nel caso di Ovidio, in duemila anni hanno fatto molto di più di qualsiasi bislacco e dispendioso allestimento… multimediale. E se Ovidio, questo sì, meritava una festa più grande, sarà il prodigioso mezzo della rete telematica a fargli ancora dire che “se c’è qualcosa di vero nel vaticinio di un poeta, io vivrò”. E Venere, come nella bellissima immagine che proponiamo oggi, può continuare a sonnecchiare in attesa che fra mille anni sulmonesi meglio rappresentati sappiano tributare un omaggio migliore.