IL SOTTO DEL SOTTOSEGRETARIO VA ALLA PRESIDENZA DEL PARCO DELLA MAJELLA

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NON C’E’ DA STUPIRSI, DOPO FRANCO IEZZI QUESTO ED ALTRO

21 GENNAIO 2018 – Non un ministro, neanche un sottosegretario, ma il segretario della sottosegretaria Chiavaroli è proposto per la presidenza del Parco Nazionale della Majella. E’ Michele Ianniello, di Gissi, sconosciuto non solo ai più, ma anche ai pochi. Sarebbe stato meglio che la sottosegretaria (ormai nota per le sue lapalissiane affermazioni ) avesse designato il suo austista, cha magari conosce un po’ di più le strade del Parco. Si allenano, questi politici (che non si sa nemmeno che curriculum della loro vita abbiano proposto agli elettori, ma che vengono dal partitello della Lorenzin e quindi è tutto detto e tutto basta a chi vota secondo la logica di quel partitello) a mostrarsi forti e a piazzare sconosciuti nei posti dai quali poi si attendono (e anzi esigono) il ritorno elettorale: qualcosa di… Civico in questo senso fa l’assessore regionale Gerosolimo, che ha avuto finora il grosso intoppo a Pratola Peligna nelle elezioni comunali (perché, quando si tratta di votare la sua aggregazione di portatori d’acqua, qualche migliaio di elettori pratolani ha un rigurgito di… civismo vero; v. “A Pratola i grilli non diventano marchesi”).

Colpa di questo andazzo è anche del Pd, che non fece una piega nel far sostenere Franco Iezzi alla Presidenza, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti e che sono ampiamente documentati su queste colonne. Dato il precedente, non si può gridare allo scandalo se al Parco Nazionale è proposto adesso un presidente che non abbiamo mai sentito parlare di aquile e di poiane, meno che meno di orsi, figuriamoci di lupi. Ma Chiavaroli, sottosegretaria alla Giustizia, nomina, sostanzialmente, il presidente che dovrebbe nominare il ministro dell’Ambiente; è di qua (veramente è di Gissi, che con il Parco non ha niente a che vedere…), è il segretario della sottosegretaria… Che poi il Parco vada in malora è questione che riguarderà i posteri e la Chiavaroli, visto il suo periodare, non ambisce certo ai libri di storia…

Se a Roma più dei barbari fecero i Barberini, al Parco della Majella più del sottosegretario Mazzocca (che in tre settimane di incendio venne a dare uno sguardo un paio di volte e fu muto più di una trota dell’Aventino) può fare la Chiavaroli.

Nubi nere sui territori dei parchi d’Abruzzo con la proposta della Chiavaroli perI anniello