PICCOLA TRAMA DI INCONGRUENZE DELL’ANAS
28 MAGGIO 2016 – Da quando si parla dei pericoli all’incrocio tra strada stale 17 e Via dei Cappuccini?
Da quando è stata costruita la variante all’abitato di Sulmona: la prima, quella precedente di un ventennio l’altra a quattro corsie. Era passato poco dall’inaugurazione che un carabiniere, mentre procedeva a bordo di una “Moto Guzzi Falcone” verso Chieti recando un messaggio, si trovò davanti un autocarro della “Pastorino”, la ditta che smaltiva i rifiuti urbani portandoli all’impianto di riciclaggio delle Marane per farne “compost”, più con la fantasia che effettivamente. Il camion, carico e lentissimo, ci mise una quaresima ad attraversare tutto l’incrocio, che contiene lo spazio, sostanzialmente, di quattro corsie. I camion della “Pastorino” erano sgangherati quanto quelli di oggi.
Intanto il carabiniere sfrecciava ed era spuntato dalla curva dove adesso si gira per “Palumbo”; mese di giugno, sole accecante, ma non s’è mai capito perché, pur avendo visto l’ingombro da oltre duecento metri, il portaordini fosse giunto all’incontro con il destino ad una velocità tale da fargli sfondare la parete del contenitore, con tutto il casco. Per decenni è rimasta una croce, la prima della lunga serie che inutilmente viene messa ai margini delle strade con la illusione che qualcosa rimanga. Si parlò allora di costruire dei sottopassaggi, con il provento dei ribassi d’asta realizzati dagli appalti della variante: ma ne sarebbero serviti troppi. Dovunque era una successione di incidenti, soprattutto al bivio della Badia, per esempio, o a quello per i campi da tennis dell’Incoronata, o a quello per il cimitero (tragico il processo a carico di un vespista che rispondeva di omicidio colposo per aver portato sullo scooter il figlio, proiettato lontano nell’impatto con un fulmine vestito da Alfa Romeo).
Poi, l’apertura della superstrada a quattro corsie ha migliorato la situazione per tutta la parte a nord dell’attraversamento dell’abitato. L’Anas pensa di risolvere mettendo il limite di 50 chilometri orari: lo stesso che sta sul Piano delle Cinquemiglia, sulle tre corsie per Roccapia, sul Piano di Navelli, insomma su tutta la SS17. Ovvio che gli automobilisti non vi danno peso, perché un limite generalizzato non è più un limite, è un mero consiglio; e serve solo a fare cassa con i verbali per eccesso di velocità.
Ci sono rotonde sulla SS17 che consentono di bloccare il traffico agli stop negli incroci con dieci auto al giorno, come quella davanti a Bominaco e nei pressi della chiesa di “Centurelle”; ci sono semafori per attraversare strade di periferia di Popoli, dove nell’intervallo del verde dalle sorgenti del Pescara passa solo di tanto in tanto un cane con la coda alzata, sospettoso per vedere tutte quelle macchine ferme. Ma per Sulmona non si può spendere niente neanche al bivio delle Marane, nonostante si progetti in tal senso da 44 anni…






