IL PRESIDENTE SPROVVISTO DI NUMI TUTELARI VIENE PRESO PER QUELLO CHE E’: UN AFFOSSATORE DI SULMONA
26 LUGLIO 2015 – Fischi a dirotto per Luciano D’Alfonso, presidente della giunta regionale, non appena lo sprovvedutissimo Di Pangrazio,
presidente del consiglio regionale, lo ha nominato in Piazza Garibaldi durante le finali della “Giostra cavalleresca”.
Senza la scorta di personaggi più o meno rappresentativi delle istituzioni, D’Alfonso quest’anno in Piazza Garibaldi non si è fatto nemmeno vedere, ma non deve aver fatto in tempo a dare disposizioni perché il suo nome non echeggiasse nelle tribune.
Così, ripetuta la solfa dei ringraziamenti da Domenico Taglieri che si è prostrato e sdilinquito con Di Pangrazio, è arrivato il momento che quest’ultimo si producesse nell’”inchino” (più pericoloso di quello della Costa Crociere) al presidente assente, senza considerare che, dai punti-nascita ai progetti di isolare Sulmona dal tracciato ferroviario Pescara-L’Aquila e da quello stradale Tirreno-Adriatico, alla stessa farsa del salvataggio del tribunale tramite strane accozzaglie di corsi (e ricorsi) regionali; tutto ha delineato la vera intenzione di D’Alfonso di stringere alleanze con chi lo ricatta meglio politicamente e di dedicarsi alle esigenze dell’Aquila strozzando il territorio peligno più di quanto abbiano fatto gli stessi Aquilani con il sopruso della mappatura del cratere sismico sei anni fa.
Dai fischi a Paola Pelino sei o sette anni fa (almeno lei ebbe il coraggio di sentirsele tutte quelle contestazioni) a quelli di oggi a D’Alfonso, la “Giostra” sta ritornando alla sua vera impostazione di duello sanguigno e forse anche di riappropriazione del proprio destino da parte di una città scossa più di un cavallo senza fantino nel Palio di Siena.
Ma scrollarsi di dosso condottieri che portano al macello è la prima analisi che anche un animale può fare.






