D’ALFONSO E GEROSOLIMO FINIRANNO A GIOCARE A BATTAMURO

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I SETTEMBRE 2014 – Il presidente della giunta regionale, D’Alfonso, ha risposto alla lettera aperta inviatagli dal consigliere regionale Gerosolimo sulla condizione del centro-Abruzzo.

Forse entrambi pensano di avere a che fare con i cretini: D’Alfonso  parla di “rendere facilmente raggiungibile il giacimento culturale di Sulmona” e intanto progetta di collegare Pescara con L’Aquila, con il treno, in 80 minuti, escludendo proprio Sulmona. Progetta di completare la “fondo valle Sangro” che si colloca in alternativa alla SS 17, per un paio di millenni strada essenziale degli Appennini (guarda caso transitante per Sulmona). E porta il presidente dell’Anas al sopralluogo; si fa assegnare tutte le disponibilità per l’Abruzzo nel decreto “sblocca Italia” per dirottarle su quell’opera inutile.

Poi entrambi debbono essersi scambiati il dizionario da poco in voga nelle conferenze-stampa di Renzi per gli “abracadabra” dello sviluppo: “Per questo, sarà mia premura fissare un incontro con te, proprio all’Abbazia, simbolo del territorio peligno, per rimettere al centro la scommessa di una crescita e di uno sviluppo sostenibile”. Andiamo avanti con gli incontri-simbolo sulla aree da sviluppare: il treno, Campo di Giove, l’Abbazia, un po’ come si fa con i riti delle messe riparatorie.

Basta con le scommesse: con il nucleo industriale abbiamo perso tante di quelle risorse che se andavamo ai casinò con la roulette truccata ci poteva andare meglio; con la scommessa dell’industria verde un altro po’ ci ritroviamo l’arsenico nel vater, che risale da Bussi, oppure le zaffate di gas appena apriamo le finestre; con la scommessa del riciclo dei rifiuti abbiamo fatto un piacere a Alemanno sindaco di Roma che per cinque anni non ha saputo risolvere la tragedia di Malagrotta ingolfata.

Ma non sarà il caso che la si pianti con le scommesse e si usino termini più seri, come i progetti, le verifiche di fattibilità? Non sarà il caso di chiudere il Nucleo di sviluppo industriale prima che ne rimanga traccia per consegnare agli storici le conseguenze sulle “scommesse” sulle terre dei contadini pagate mille lire a metro quadrato?

Oppure una scommessa vogliamo farla noi. Scommettiamo che D’Alfonso e Gerosolimo non diranno niente sul progetto di “capitale dei parchi” lanciato due anni fa da un commissario del Parco Nazionale d’Abruzzo e rimasto senza il minimo riscontro politico? Scommettiamo che non faranno una legge regionale per promuovere il turismo colto, quello che è legato al bimillenario della morte di Ovidio e che porterebbe a Sulmona e nel centro-Abruzzo i flussi qualificanti, cioè quelli che a loro volta portano altro turismo?

Se queste scommesse le vinceremo potremo evitare di giocare a battamuro con Gerosolimo e D’Alfonso

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