Magari la Sulmona-Carpinone costa di più del trenino Lima

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OCCORRONO PROPOSTE CONCRETE E NON BASTANO DIECI CONVOGLI L’ANNO

3 GIUGNO 2014 – Ad avviso della Associazione “Transappennino”, “Il successo dei Treni Storici sulla Sulmona-Carpinone organizzati dalla Fondazione F.S. e dal Parco Nazionale della Majella il 17 e il 18 maggio, non deve rimanere un episodio isolato.

Le potenzialità della linea ferroviaria, del resto, erano già emerse grazie ai Treni Turistici di Transita onlus di Isernia, che hanno permesso a centinaia di viaggiatori di scoprire la bellezza del viaggio in treno attraverso paesaggi unici per la loro bellezza.

“I membri dell’associazione Transappennino ritengono che sia necessario proseguire con queste proposte turistiche organizzando altri Treni Storici per il periodo estivo, anche su percorsi più brevi, in collaborazione con le associazioni locali e nazionali di cicloturisti e non solo, ma sono anche convinti che, per garantirne la continuità e ampliarne l’utenza potenziale, occorre impegnarsi affinché siano ripristinati i collegamenti ordinari sulla linea Pescara-Napoli e velocizzato il collegamento Pescara-Roma rendendone i tempi di percorrenza più confacenti alle capacità tecniche delle dette linee non solo per esigenze di pendolarismo locale ma anche allo scopo di alimentare correnti di traffico nazionale ed internazionale verso le zone interne.

 “Per questo Transappennino chiede agli amministratori neoeletti un impegno immediato affinché la Regione Abruzzo restituisca alla linea Pescara – Napoli un ruolo di primo piano nel sistema ferroviario e, di conseguenza, un ruolo strategico al nodo ferroviario sulmonese.”

Può darsi che “Transappennino” veda tanto… attraverso che riesca a scorgere quello che noi miopi non vediamo. Per esempio “il successo” dei treni del 17 e 18 maggio non è stato altro che una puntata della storia ricorrente di convogli che si mettono sui binari per un allestimento folkloristico e culinario privo di ogni prospettiva di stabilità e di radicamento. Parlare di questa sceneggiata senza considerare che tentativi meno appariscenti (e meno applauditi dalla stampa…) si sono tenuti anche negli scorsi decenni ma sono rimasti rarissimi episodi (v.: “Sulmona-Carpinone: adesso aspettiamo gli orari dei treni” nella sezione TRASPORTI di questo sito) vuol dire non dare concretezza a nessuna idea..

Transappennino, poi, deve avere qualità di… attraversare i problemi che noi cinici realisti non abbiamo, perchè riproporre il caldo invito a tutte le associazioni per raccogliere il testimone di una scarrozzata sui treni in una giornata di primavera vuol dire anche prendere in giro i treni e tutta la ferrovia, oltre che ai ferrovieri e ai passeggeri. Ma che farebbero le associazioni e gli enti comunali o comprensoriali, a parte che rivendicare un ruolo nell’accogliere con la banda e le salsicce il treno della “Transiberiana” (un po’ di sano concetto dei limiti dovrebbe cancellare questa ridicola denominazione)? E che cosa potrebbero fare, del resto,  visto che tenere in efficienza una linea ferroviaria costa quanto il bilancio di una Regione come il Molise? Qualcuno si è scordato che una ventina di anni fa, per il caldo, le rotaie nei pressi di Pettorano sono saltate? E che cosa si farà quando saranno obsolete le traversine installate trenta anni fa? Si chiederà agli “enti e alle associazioni” di fare una questua?

Un minimo di moderazione, in ultimo, dovrebbe consigliare i transappenninici quando affrontano il tema della Sulmona-Napoli (tratto più lungo della Sulmona-Carpinone) come alternativa al trasporto su strada. Chi parla della rotaia in questa prospettiva si renderà pur conto che per andare da Sulmona a Napoli in treno ci vogliono quattro ore e per lo stesso viaggio, in auto, meno di due ore. Oppure che, per andare nel capoluogo del Molise, bastano un’ora e venti minuti in auto e ce ne vogliono quasi tre in treno? E poi, chi dovrebbe incrementare il traffico su una linea eventualmente riattivata? I pendolari, per passare metà della notte sui treni prima di arrivare sul posto di lavoro, o gli studenti?

Quando si parla di rettificare la linea, si intende fare la galleria, già un tempo progettata, da Pettorano a Castel di Sangro, l’unica che ripristinerebbe una minimo di concorrenza tra auto e treno tra l’Adriatico e il Tirreno? E chi la paga, se lo scempio della galleria del Gran Sasso ha definitivamente convinto l’Europa e il mondo che serviva e serve a soddisfare il 10% del traffico tra Roma e l’Adriatico, tra l’altro ben direzionabile sulla A25 dove passa già il restante 90%?

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