FEDERICO: “LA RINUNCIA DEL PAPA E’ GESTO CHE DEVE FAR RIFLETTERE”

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11 FEBBRAIO 2013 – Il collegamento tra la notizia di oggi e quella domenica del luglio 2010 quando Benedetto XVI venne a visitare i luoghi celestiniani è stato immediato e non poteva sottrarvisi il sindaco di Sulmona, Fabio Federico, che accolse Papa Ratzinger in Piazza Garibaldi (nella foto del titolo mentre pronuncia il discorso di benvenuto in Piazza Garibaldi).

Il gesto di Benedetto XVI – osserva Federico – rievoca inesorabilmente quello di Papa Celestino V, nella forza, nel clamore e nell’insegnamento che per secoli ha legato il suo nome a quello del “gran rifiuto”  Non è possibile oggi, come allora, non coglierne il significato estremo. Se da un lato ci si sforza di osservare una persona ormai avanti con gli anni alle prese con impegni pesanti come macigni, non si può dall’altro restare sordi al fragore del sonoro ceffone che il Santo Padre ha impartito, quasi ad ammonimento, ad una società che in larga parte è assai diversa e persino avversa a quei principi che la Chiesa Cattolica insegna da millenni. Uno schiaffone sonoro alla dilagante cultura del dileggio, alla moda dell’insulto, alla mania della diffamazione. Un ceffone ad una cultura tronfia, saccente, violenta. Un ceffone alla ipocrisia mediatica dove è più importante quello che si vende rispetto a quello che si è .Un ceffone doloroso ad un mondo che va da un’altra parte ed oggi ci va senza la sua guida. Che si porti, almeno adesso, il rispetto che una figura così grande merita.

“Chissà se il Papa non sceglierà di ripercorrere i passi di San Pietro Celestino, qui in terra d’Abruzzo, sullo stesso sentiero di santità dell’eremita del Morrone. Stavolta solo, nel silenzio della preghiera, senza “purpurei codazzi”, solo con la sua fede” conclude il sindaco di Sulmona.

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