RICORDO DI DUE GENEROSI, FRA CHI NON E’ RIUSCITO A SOCCORRERLI

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CASTIGLIONE E DI GIANSANTE AL CONVEGNO DI VILLETTA BARREA

27 GENNAIO 2013 – Nel cuore della montagna, “uno di loro”, Gianluca Facchinetti (nella foto) del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, ha ricordato oggi, ad appena una settimana, quando non si è ancora sciolta la neve che li ha travolti, Lanfranco Castiglione e Fabrizio Di Giansante che sul Monte Pratello sono tragicamente scomparsi.

Tra le diapositive proposte durante la relazione tenuta al Museo della Transumanza di Villetta Barrea, davanti ad accompagnatori di media montagna, marcatori di sentieri, docenti, semplici appassionati (nella foto a destra), insomma davanti a tutti quelli che sono fieri del loro lavoro e del rischio che corrono ogni giorno, una immagine riguardava l’ultimo soccorso fatto insieme nell’estate scorsa, con Fabrizio Di Giansante, che aveva solo 36 anni, ma che il rischio aveva saputo calcolarlo con saggezza, sempre.

I numeri delle statistiche sono eloquenti. Il Soccorso alpino effettua più di settemila interventi in un anno; e l’Abruzzo è una delle regioni che richiede un grande impegno, sui fronti del Gran Sasso, ma anche del Parco Nazionale o dell’Aremogna-Pratello: proprio un anno fa, di questi tempi, si era parlato di un miracolo per chi era stato ritrovato completamente sepolto dalla neve all’Aremogna dopo molte ore dalla slavina.

Ma lo schianto di dieci giorni fa non ha lasciato scampo ad entrambi i giovani del Soccorso alpino. Nell’ultima foto le immagini di Lanfranco Castiglione e Fabrizio Di Giansante proiettate durante il convegno a Villetta Barrea, nella parete con le foto di Fosco Maraini.

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