I FASCISTI ALLE PRIMARIE

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20 GENNAIO 2013 – Li vedi passare per il Corso bestemmiando in cinque lingue, dichiarando il loro fervore per il giustizialismo: li hai visti proclamare che al posto dei giudici, toghe rosse, ci dovrebbero stare le commissioni per la giustizia popolare con i manganelli; li hai sentiti disprezzare Fabio Federico perchè non era abbastanza tosto con gli epigoni dei comunisti; ripetevano come pappagalli i titoli dei giornali berlusconiani.

E dove li ritrovi?

Davanti al seggio delle primarie a scegliere il candidato del PD al Comune di Sulmona.

Sono i fascisti del terzo millennio, genìa di postulatori indefessi, che vanno a sostenere uno o l’altro dei ballottanti perchè, non si sa mai, può sempre servire a sistemare il bamboccione che hanno in casa se il candidato sindaco dovesse arrivare a Palazzo San Francesco.

E il PD, dopo aver consigliato la Destra di non andare a votare per le primarie (con bon ton, veramente, come a dire: “Grazie, facciamo a meno”) che fa? Li accoglie. E’ ovvio, un voto non si respinge mai al mittente.

Questa è la corruttela della democrazia, cioè il predominio del voto sull’etica, e non si potrà mai comporre un quadro politico pulito se a concorrere nelle scelte ci sono personaggi fascisti-tutti-d’un-pezzo che votano per chi poi li spernacchia dal giorno dello scrutinio fino alla successiva campagna elettorale. La tentazione di andare a votare in quelle primarie è stata forte anche per noi, perchè avremmo visto l’avv. Teresa Nannarone come ottimo sindaco, o comunque la migliore a Sinistra. Ma un voto non può non avere delle implicanze precise. La caduta delle ideologie ci ha portato al tentativo di collaborazione tra Pannella e Storace; a Sulmona ci potrebbe portare ad alleanze nauseabonde (oltre quelle che già ci sono, ovviamente, tra Idv e Pd).

Ma non ci si poteva aspettare di meglio, visto che il PD, invece di parlare di qualità delle primarie, ha parlato solo di straordinario successo numerico di partecipanti. Sono lontani i tempi nei quali gli antenati dei “virgulti” (quarantenni, con i capelli bianchi) del PD, si scandalizzavano perchè Almirante aveva portato Giovanni Leone al Quirinale con i voti del MSI. Però sono vicini i tempi (l’altro ieri) nei quali Grillo è messo all’Indice perchè non ha detto che a CasaPound sono tutti carogne. Ci si può preparare, dunque, ad avere il primo sindaco ecumenico a Palazzo San Francesco, uno che quando dovrà fare un discorso si sentirà in dovere di spiegare che ancora non ha capito da che parte sta, ma, come dicevano i democristiani, è per un ruolo di mediazione tra le diverse componenti di una società interclassista. E poi metterà mano al Piano Regolatore senza tante premesse.

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