Pescara si libera del cementificio e lo regala a Sulmona

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Impianti a Bussi24 DICEMBRE 2012 – Saranno tutti presi dalla necessità di traslocare il cementificio che hanno dentro la città, ma i pescaresi si dimostrano molto miopi nella gestione del loro territorio.

Non fanno nulla (parliamo della cosiddetta società civile, cioè di quella che fa girare l’economia) per risolvere l’inquinamento che viene da Bussi sul Tirino attraverso il Pescara; ma non fanno nulla neppure per impedire che altri stabilimenti industriali (non proprio a impatto zero) si stabiliscano in altre aree della stessa provincia, cioè, guarda caso, a Bussi sul Tirino. A meno che non si debba pensare che il problema per i pescaresi sarebbe risolto appena si demolisse il cementificio a un tiro di schioppo da Piazza Italia e che, anzi, la costruzione di un cementificio a cinquanta chilometri di distanza risolvesse l’inquinamento per generazioni intere, c’è da stupirsi come la dislocazione dei pericoli ambientali nel territorio lasci la principale città abruzzese nella paralisi o nel disinteresse più completi.

A meno che il cementificio a Bussi non sia una scelta precisa

Se, poi, si dovesse concludere che il cementificio a Bussi è voluto con coscienza e consapevolezza proprio perchè si andrebbe a collocare nel lembo estremo della provincia e sarebbe proiettato con i suoi agenti inquinanti verso la Valle Peligna, allora si dovrebbe chiedere a Del Corvo & C. cosa stanno facendo per tutelare la provincia dell’Aquila dalla catastrofe ambientale. Diciamo a Del Corvo e non diciamo ai sindaci di Vittorito, Roccacasale, Corfinio, Pratola Peligna, perchè hanno una capacità di incidere praticamente uguale a zero; non diciamo al sindaco di Sulmona, perchè ha fatto fin troppo mettendosi contro Toto e risultando l’unico a dire un “no” chiaro ad un insediamento impattante (ed ha fatto ancora di più nel denunciare in termini non equivoci che la collocazione del cementificio a Bussi danneggia Sulmona tanto quanto il cementificio ai piedi di Pacentro). Diciamo, invece, a questi simulacri di tutori del territorio provinciale, come Del Corvo, che avrebbero competenze istituzionali e voce sufficiente per farsi ascoltare, anche e soprattutto dopo l’inchiesta di “Report” di domenica sera a RaiTre per le strane strategie che sono seguite nella vicenda della riconversione dell’area industriale inquinata di Bussi sul Tirino.

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