TRAFFICI MODERNI E IMMAGINI ETERNE DELLA NATURA NEGLI APPUNTI DEGLI SCRITTORI
26 LUGLIO 2012 – Dura solo qualche settimana l’estate lungo la strada statale 17, percorsa sempre, soprattutto sull’Altopiano delle Cinque Miglia, da improvvise perturbazioni e da vertiginose escursioni termiche. Così, la si può conoscere solo nel mese di luglio e nei primi giorni di agosto, quando l’afa dei fondo-valle spinge a cercare il fresco senza i condizionatori.
E si possono incontrare i fiori che si adattano al clima “maschio” dei mille metri: come il cardo che il Carducci faceva mangiare da un “asin bigio” incurante della locomotiva nella Maremma e che Guido Piovene descrive proprio nel suo “Viaggio in Italia” passando per gli Altipiani Maggiori.
Nella foto in basso il cardo è ripreso con lo sfondo di uno dei tanti viadotti e sembra richiamare quelle righe del grande scrittore e giornalista: “Sopra il fondo, tendente al grigio, splende il fiore abruzzese, il cardo, bianco argentato, o d’un azzurro fosforico così carino che sembra prodotto da una tintura artificiale. Quei fiori si ritrovano come ornamento nelle case, dove resistono stagioni intere senza stingersi. Il grigio, l’argenteo, il violaceo sono i colori dominanti di questo paesaggio liturgico”. Piovene l’ha descritto accanto agli “altipiani più suggestivi”, centro “non soltanto fisico della catena che percorre l’Italia”. “Così il turismo è penetrato nel piano delle Cinque Miglia, ma l’ha lasciato quasi intatto. I monti lo chiudono da ogni parte, valli solitarie si internano da ambo i lati verso le nuvole; vi camminano greggi, armenti, uomini a cavallo; vi luccica qualche covone. I turisti di Roccaraso e di Rivisondoli rimangono occasionali in un paesaggio senza tempo. Tutto intorno è la plaga abruzzese più bella, dominata da rocce grigiastre, o d’un grigio violaceo: con i dossi rotondi coperti di un’erba dorata lucida; solcata di montagne lunghe che hanno la forma di elefanti accosciati”.
Estate vuol dire per la ss 17 anche il continuo trasporto di frutta, fin dalla Piana del Sele (nella foto accanto al titolo), con tir che sono opere d’arte e che fanno a loro volta da sfondo improbabile ai pini della antica strada reale degli Appennini. Sulla natura di un giorno di fine luglio v. : “In bicicletta tra i maestosi dirupi e le fonti miracolose della Statale 17” nella sezione NATURA di questo sito.








