Che bella Natività, mettiamola al mattatoio

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Badia_interno_cortile7 APRILE 2012 – Le opere d’arte salvate dal terremoto debbono trovare una adeguata sistemazione, ma nel frattempo non possono essere esposte alla Badia di Sulmona.

E’ questa la singolare tesi sostenuta da Francesca Aloisio, presidente del circolo “Legambiente” dell’Aquila, che in una lettera alla soprintendente regionale per i beni storici e artistici Lucia Arbace si oppone fermamente alla sistemazione nella Badia morronese di Sulmona.

Premesso che di certo il territorio di Sulmona ha una tale consistenza di opere d’arte da riempire la pur grande ex sede generalizia dei Celestini e non ha bisogno dell’apporto dell’Aquila, è l’impostazione di fondo che tradisce ancora una volta la logica del “capoluogo”. Le opere sono state spostate a Celano e, per ragioni ritenute validissime dalla stessa dott.ssa Arbace, potrebbero trovare sistemazione alla Badia in attesa della riparazione del Castello spagnolo all’Aquila. Neanche a parlarne, perchè, piuttosto che questo, “Legambiente” suggerisce di usare i locali dell’ex mattatoio della Rivera che “sono adatti ad ospitare una parte delle opere”.

Che modo di considerare la cultura: capiremmo che si proponesse al mattatoio una galleria di immagini sul sacrificio dell’agnus dei; ci spingeremmo a comprendere che l’atmosfera sarebbe ottima per una di quelle belle teste mozzate del Caravaggio e della Gentileschi, con gli occhi fuori dalle orbite. Ma un ostensorio, una natività, chi li metterebbe dove sono state le celle frigorifere e i ganci per lo squartamento? Hanno un’idea singolare dei “luoghi” della cultura questi aquilani di Legambiente, se alla spiritualità dei posti scelti da Celestino V sovrappongono la tutela dei posti della loro città. Formeranno un altro movimento, dopo quello internazionale “Non nel mio giardino”; si avventureranno nel “Solo nel mio mattatoio”.

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