28 MARZO 2012 – Otterranno certamente il risultato di deprimere anche le compravendite immobiliari; quindi di scoraggiare i lavori nell’edilizia, soprattutto quelli di ristrutturazione e riparazione di immobili; quindi riscuoteranno minor gettito dalle tasse, lasciando solo terra bruciata. Sono gli uomini del Fisco, che aggrediscono anche i trasferimenti più piccoli, sospettando
dappertutto che le parti abbiano dichiarato meno di quanto è il valore effettivo di case e terreni.
Dal terremoto del 2009, come è fatto notorio, a Sulmona e nel circondario non si vende più come prima; e prima era già molto poco, perchè un circondario con una disoccupazione tra il 25 e il 30% non è certo affollato di notai che stipulano e neppure di acquirenti. Si compra, sì e no, alle aste immobiliari, magari al sesto o settimo incanto, giusto per non riconsegnare la casa al debitore e mandare a casa il creditore senza neppure il recupero di spese di procedura.
Tutto questo all’Agenzia delle entrate di Sulmona forse non risulta. E così una compravendita di due vani senza impianto idrico, né gabinetto, senza termosifoni, insieme a tre piccoli pezzi di terreno, è stata sottoposta a “rettifica”, al punto che, oltre alle tasse già pagate per il valore denunciato di euro 20.000,00, le parti debbono subito pagare più di 7.000,00 euro (cioè più di un terzo del prezzo) a titolo di imposta evasa, sanzioni e interessi perchè non avrebbero detto il vero.
Queste “operazioni”, insieme ai “blitz”, serviranno a far proclamare che si sta battendo la strada della lotta all’ evasione. In realtà si sta semplicemente battendo sullo stesso tasto, che è quello dell’aggressione ad ogni tipo di attività, anche commerciale, senza nessun aggancio alle reali capacità contributive delle persone e tanto meno senza nessun rispetto dei precetti costituzionali. Si tenta di “far cassa” con il pretesto che, altrimenti, l’Europa ci espelle e veniamo lasciati al destino della Grecia. La stessa emergenza ha consentito di incidere ancora sul prezzo della benzina, con imposte indirette, che non possono essere progressive, come vorrebbe la Costituzione all’art. 53. Tutto questo avviene con il compiaciuto distacco tanto delle forze parlamentari di maggioranza che di quelle di opposizione, perchè il gettito fiscale è presupposto della ripartizione di sprechi e “costi della politica” . Del resto, fino a quando un presidente della Commissione tributaria regionale può dire in udienza che “lo Statuto del contribuente si applicherà ai nostri nipoti” non c’è da meravigliarsi se gli uomini del Fisco si sentano autorizzare a fare questo e di peggio.






