MA VIENE IL PAPA O PINCO PALLINO?
26GIUGNO 2010 – Difende la giunta regionale il sindaco di Sulmona in risposta ai consiglieri Saia e Caporale che dall’emiciclo tuoneggiano sul contorno della visita del Papa.
Federico colloca l’ultima polemica nel quadro di una svalutazione dell’evento e di uno strumentale attacco politico, secondo una operazione intrapresa da alcuni consiglieri di minoranza del Comune di Sulmona, che hanno dichiarato che i soldi sarebbero stati sottratti alle finalità di sostegno di attività e servizi della Valle Peligna, e proseguita dai due consiglieri regionali, ai quali Federico ricorda che “anche i lavori pubblici concorrono a creare le condizioni per la ripresa economica ed occupazionale della Valle Peligna”. Secondo il sindaco la visita di Benedetto XVI risulterà essere spunto di solidarietà perchè sarà l’occasione di realizzare un ospedale in Africa “con i fondi messi a disposizione del Vaticano e donati da Sulmona ed i Comuni limitrofi”. Federico puntualizza anche che la Regione “ha sostenuto e sostiene una serie di misure volte a garantire un’idonea azione di salvaguardia e assistenza ai fedeli che prenderanno parte all’evento facendosi garante di finanziare la spesa di transenne, bagni pubblici e quanto necessario per uno svolgimento ordinato e privo di pericoli”. Nei giorni scorsi aveva ribattuto, a chi dal Pd gli chiedeva di non invitare il presidente della Regione perchè non era stato adeguatamente attento a Sulmona, che si sarebbe onorato di invitare personalmente Chiodi in Piazza Garibaldi per quello che aveva fatto.
Ancora si parla della visita del Papa solo per denunciare la quantità di spesa e il modo di spendere. O è un fatto personale con Federico o è un fatto personale con Benedetto XVI; altra chiave di lettura non c’è. Infatti, aggiustare delle strade e ripulire un acquedotto non vuol dire scialacquare, tanto più se la città va in mondovisione per tre ore la mattina di una domenica ottocento anni dalla nascita di un Papa che tutto il mondo ancora fa parlare. Non è solo un anniversario, ma è una “uscita” del Papa in un momento nel quale si aspetta un suo messaggio se non proprio sensazionale, almeno molto incisivo sulla missione della Chiesa nel terzo millennio a tre o quattro chilometri in linea d’aria dall’eremo nel quale si trovava Celestino. Nella primavera del 1992, per la visita del ministro della difesa Remo Gaspari, fu ripavimentata tutta la “pista” di Piazza Garibaldi, che presentava qualche venatura di asfalto usurata. Nel volgere di pochi giorni fu deciso il rifacimento, con un asfalto speciale drenante, che assumeva anche coloriture speciali. Non serviva proprio a niente, visto che non era nella piazza del mercato che si dovevano collaudare le Ferrari; ma nessuno si alzò per dire che era una inutile smargiassata. Eppure Gaspari non parlava in mondovisione, soprattutto perchè forse non avrebbe trovato molti ad ascoltarlo. Adesso dalle Filippine alla Costa Rica la gente avrebbe dovuto vedere un acquedotto nero di smog, oppure il papa non sarebbe potuto ripartire in elicottero dallo stadio perchè i capitoli di spesa non erano pronti (e tra l’altro sembra che fossero pronti). Una città che si autoflagella è buona per la settimana di passione, non per tutto l’anno.
Quanto all’invito a Chiodi, bèh non sembra che la “diretta” non potesse andare in onda senza il presidente della Regione Abruzzo e, quindi, tutta questa sottolineatura per tale presenza non era necessaria, soprattutto dopo quello che hanno detto le popolazioni dell’Alto Sangro sulla carenza di iniziative della Regione e sulla conseguente decisione di chiedere l’annessione al Molise (si veda altro articolo sul tema, in questa stessa sezione). Il 4 luglio si incontrano idealmente due papi: ministri e presidenti di regione possono pure restare a casa o mescolarsi alla folla.






