NELLA GUERRA SOCIALE DEI 300.000 MORTI NELL’89/90 A.C.

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10 GENNAIO 2010 – Il 20 dicembre scorso Corfinio è tornata a parlare della sua guerra contro Roma, un fatto di ventuno secoli fa. L’occasione è stata la presentazione del documentario “Ove l’Italia nacque – Abruzzo terra dei diritti”, edito a cura della Associazione Corfinium onlus. Sono intervenuti,oltre al Sindaco di Corfinio, Massimo Colangelo, il prof. Domenico Silvestri, docente presso l’Università di Napoli “L’Orientale”, il prof. Ezio Sciarra, Docente presso l’Università D’Annunzio, Elisa Maria Giannetto, giornalista e Francesco Di Nisio, Presidente nazionale AIDOSP.

Un dato su tutti può fornire la dimensione di quella guerra tra fratelli italiani: 300.000 furono i morti, nel complessivo arco di tempo, solo pochi anni dopo la nascita di Giulio Cesare e quando la “questione sociale” era già costata la vita ai Gracchi.

Un’altra considerazione può inquadrare, oggi, quanto importante sia stata quella esperienza per la formazione di una coscienza italiana: la ponderosa voce “Italia” della Enciclopedia Treccani si apre proprio con l’ipotesi che il nome promani da Viteliu, “altro nome di Corfinio”.

Il film, realizzato riprendendo il titolo di un testo del Ludovico, riesce a trasmettere tutto il dramma di una contrapposizione forte e lacerante. Gli avvenimenti sono scolpiti come sulla pietra, talvolta con sottolineature acustiche inclementi. Erano gli abitanti dei luoghi oggi abitati dagli Italiani a scontrarsi prima di costituire il grande impero che avrebbe conquistato il mondo allora conosciuto; e la guerra arrivava ovunque, anche, incredibile a dirsi, a Campo Imperatore, dove morirono, impossibilitati a valicare, migliaia di guerrieri della lega contro Roma. La grandezza della Romanitas sarebbe dipesa anche dallo scontro degli anni 90 e 89 a.C., dagli esempi di valore di generali, come Silone, indomiti e primo esempio per i soldati.

Il contenuto di quei sanguinosi eventi, come è stato sottolineato nel corso del dibattito seguito alla proiezione (e come, del resto, è affermato in una delle interviste che compongono il corredo didattico dell’opera) sta nella peculiarità della stessa Guerra sociale: non fu un conflitto per la conquista di territori. I federati formulavano e sostenevano fino alla morte il diritto di partecipare come protagonisti a quella romanitas che non poteva fare a meno di loro. Da qui la sottolineatura di “Abruzzo terra dei Diritti”.

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