

L’immagine di bellissime piante spontanee ai margini del Sagittario davanti a Roccacasale riprese venerdì mattina
IL DOCENTE UNIVERSITARIO NEL 1974 INAUGURO’ I RILEVAMENTI SUL LUPO APPENNINICO APPLICANDO LE RADIO TRASMITTENTII
21 GENNAIO 2018 – Girano voci sempre più inquietanti sulla nomina che il Ministro dell’Ambiente sarebbe in procinto di formulare per la Presidenza del Parco Nazionale della Majella e di quanto rimane del Morrone incendiato. Accantonata la parossistica candidatura di Fabio Spinosa Pingue, c’è il rischio che comunque, per mancanza di nomi di livello (v. anche “Il sotto del sottosegretario va alla presidenza del Parco Majella” nella sezione SPIGOLI di questo sito), il prossimo governo o anche quello attuale con un vero e proprio blitz di cattivo gusto istituzionale, si accontenti anche di questi personaggi che non hanno curricula in materia, come non li aveva il precedente presidente, Franco Iezzi, nominato dalla tramontata ministra per l’ambiente Stefania Prestigiacomo, su indicazione di Paola Pelino pure orami destinata all’occaso.
Viene da fare il paragone con il Parco Nazionale d’Abruzzo, che per qualche anno ebbe alla presidenza Fulco Pratesi e alla direzione Franco Tassi, in una stagione che segnò le pietre miliari della tutela dell’ambiente, purtroppo terminata con la stanchezza di Pratesi e le disavventure di Tassi (ma per altri motivi, che con l’ambiente non avevano nulla a che vedere).
E’ il caso di non rimanere con le mani in mano, dunque, e di sollecitare la riflessione su personaggi che possono realmente prestare la propria competenza e la professionalità acquisita anche in campo accademico e a livello internazionale nella tutela dell’ambiente. Tanto per citare un nome e non rimanere nelle nebbie, il prof. Luigi Boitani non è solo ordinario di Zoologia all’Università più antica del mondo (fondata da Bonifacio VIII), “La Sapienza” a Roma, ma guarda caso ricopre anche le cattedre di Biologia e conservazione della fauna selvatica per la laurea triennale in Scienze biologiche e di Ecologia animale e biologia della conservazione per la laurea magistrale in Ecobiologia. La diffidenza da parte dei politici nei confronti dei cattedratici per una pretesa formazione solo accademica verrebbe comunque smentita da quello che il prof. Boitani ha fatto proprio nell’area dove poi fu istituito il Parco della Majella. Era il 1974 e lo incontrammo a Passo San Leonardo nel primo progetto per l’analisi degli spostamenti del lupo appenninico. Era lui che materialmente indicava come e su quali esemplari applicare le radio trasmittenti del segnale per formare poi una mappa alla quale ovviamente hanno lavorato decine di suoi collaboratori e studenti. Era lui che nelle lunghe serate trascorse nella piazza principale di Campo di Giove, sentiva con pazienza e passione le storie dei lupi e parlava delle prospettive di allora per istituire un Parco e far diventare la natura un elemento di sviluppo, non un freno all’economia.
Che egli non faccia sfoggio e scudo delle sue competenze è dimostrato anche dalla disponibilità estrema di intervenire (ma solo se richiesto) nel dibattito che inevitabilmente si apre ogni volta che casi eclatanti di uccisioni di animali (soprattutto orsi, come quello del 2014 a Pettorano sul Gizio, a cinquanta metri da una strada di grande comunicazione come la SS 17 e a dodici chilometri dalla piazza centrale di Sulmona) riportano sulle prime pagine dei giorni i problemi reali dei Parchi nazionali.
Non è detto che dia la propria disponibilità; ma il suo nome va compreso nella eventuale lista da suggerire al ministro perché mai come in questi tempi i Parchi hanno bisogno di persone di livello e… del mestiere.






