LEGNINI, PELINO E SCELLI HANNO ABOLITO I TRIBUNALI, 5STELLE E LEGA LI RIPRISTINANO

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Accesso alla Giustizia per tutti e non solo a Roma

LA SINDACA E QUALCHE ALLOCCO PARLANO ANCORA DI SOLUZIONE TECNICA DA PREFERIRE A QUELLA POLITICA

19 MAGGIO 2018 – la sindaca Annamaria Casini ha sottolineato come dal “contratto” all’esame del Movimento 5 Stelle e della Lega per la formazione del nuovo governo si evinca la sicura volontà di rivedere i termini della riforma della geografia giudiziaria che ha costretto alla chiusura in tutta Italia di decine di tribunali e tutte le sedi distaccate di tribunale. Nelle linee programmatiche di Movimento 5 Stelle e Lega si riscontro addirittura la volontà di riaprire molti di questi presìdi, onde è molto probabile che la proroga per i tribunali abruzzesi si colleghi con l’effettiva permanenza dei tribunali di Sulmona, Vasto, Lanciano e Vasto.

E’, dunque, esattamente il contrario della “soluzione tecnica” alla quale aveva fatto riferimento la sindaca astenendosi dal presentarsi ad una riunione della commissione regionale organizzata proprio sul tema e partecipando alla riunione successiva.

La concezione che Movimento 5 Stelle e Lega hanno del compito e del ruolo della Giustizia sul territorio è diametralmente opposta a quella di Forza Italia e Partito Democratico e altri partitucoli che nel 2011 devastarono il quadro di presenze di giudici delineato a Sud dai Borbone e a Nord dai Savoia e dagli austriaci. Solo l’Italia dei Valori si oppose alla scellerata chiusura di uffici dai quali fascicoli e giudici sono stati trasferiti ai tribunali aventi sede nei capoluoghi di provincia per renderli ingestibili come lo erano già quelli di grosse dimensioni.

Quindi, è proprio una scelta politica quella di andare in senso opposto: gli studi sulle statistiche, sulle altimetrie e sulla orografia non valgono un fico secco se il Parlamento e, prima ancora, chi disegna un progetto di governo, non prendono coscienza che il servizio-giustizia non può essere gestito con i criteri di una qualsiasi azienda ed è qualificante per uno Stato come lo sono i compiti di Difesa e di Istruzione (chi ha mai chiesto alle Forze Armate di fornire un prodotto a prezzo concorrenziale?).

Berlusconi e Bersani votarono per la devastazione dei tribunali; e dettero disposizioni di farlo a Giovanni Legnini, Paola Pelino, Maurizio Scelli, che per conservare le loro poltrone di parlamentari obbedirono senza sentire ragioni. Ora, per fortuna, gli Italiani hanno votato per partiti che vogliono il contrario; mentre i Sulmonesi avevano nel 2013 rivotato la Pelino e la Pezzopane, che di quei partiti erano espressione e si vantavano di esserlo. E quindi i tribunali abruzzesi potranno essere salvi nonostante gli abruzzesi e i Sulmonesi in particolare, almeno di quelli che, invece di pensare al bene del territorio, hanno preferito tenersi care queste due campionesse di scempiaggini.

Vogliamo ancora dire che bisogna privilegiare la soluzione tecnica? Con l’astuta esaltazione del “tribunale di montagna” caldeggiata dalla Pezzopane e anche da qualche “tecnico”?

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