MA SE CARUSO SI DICHIARA EUROPEISTA TROVA PURE I SOLDI PER L’ASFALTO

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PARADOSSALI RISVOLTI DELLA SERATINA DOMENICALE: POTREBBE ESSERE RECUPERATO ALLA POLITICA ANCHE GEROSOLIMO

30 MAGGIO 2018 – Il referendum sull’Europa, al quale è stata ridotta la prossima consultazione elettorale dalle strane iniziative di domenica scorsa, rischia di avere conseguenze paradossali negli assetti regionali e comunali.

Un Gerosolimo in caduta libera potrebbe supplire ai benefici dell’assessorato perduto, semplicemente aggiungendo un “per l’Europa” alla inconsistenza delle sue liste civiche, cosicchè, dopo essere stato spuzzato da Borrelli e dagli altri protagonisti della oscura pagina montiana in Italia e in Abruzzo, rivivrebbe per grazia ricevuta con una semplice e non costosa aggiunta. Nelle elezioni nelle quali piccoli europeisti come noi (che nel 1978 costringemmo un cancelliere riluttante e sfaticato, al Tribunale, a validare le firme per una raccolta che confortasse la scelta dei Trattati di Roma del 1957) dovrebbero dimostrare fede di europeisti dell’ultima ora come nelle assemblee studentesche e operaie degli anni Settanta occorreva proclamarsi antifascisti per poter prendere la parola, si correrebbe in salita per recuperare autorità al cospetto della aggiunta “per l’Europa” alle liste civiche del candidato a “Chi l’ha visto?”, già assessore regionale.

E non finirebbe qui: c’è il rischio che il presidente della Provincia, Angelo Caruso, soltanto con il sottolineare che le strade, che non riesce ad asfaltare e che non ha aggiustato in un anno di presidenza, sono diramazioni della E45 che parte da Berlino per lambire il Vesuvio, potrebbe ottenere non 40 milioni, ma 40 miliardi per un tappetino di basalto ricamato in oro da Alfedena a Villetta Barrea, con merletti di Scanno.

L’Europeismo è l’europeismo, come l’antifascismo era antifascismo quaranta anni fa.

L’unico a rimetterci sarebbe il COGESA, perché pare che evocare tanto l’Europa in fatto di rifiuti gli farebbe scendere lo spread, visto come vengono smaltiti i rifiuti napoletani in terra crucca.

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